Cultura

debutto alla tv inglese – Ecco i video della loro esibizione

Dopo settimane di forte esposizione sui social e un crescente passaparola internazionale, gli Angine De Poitrine continuano la loro ascesa con il debutto nella televisione britannica. Il duo mascherato del Québec è stato ospite di “Later… with Jools Holland”, storico programma musicale della tv inglese considerato uno dei palcoscenici più prestigiosi per gli artisti emergenti e affermati.
Attualmente impegnati in un tour europeo — che ha fatto tappa anche in Italia al Poplar Festival il 30 maggio — i due musicisti canadesi hanno presentato dal vivo “Fabienk” e “Sarniezz”, brani tratti da “Vol. II”, l’album pubblicato nel 2026. Il disco è arrivato dopo la popolarissima sessione registrata per KEXP, che ha contribuito a trasformare Khn e Klek in un fenomeno virale.

Per l’occasione, i due artisti sono saliti sul palco con i caratteristici costumi a pois che da tempo rappresentano uno degli elementi centrali della loro identità visiva. La performance di “Fabienk”, proposta in una versione ridotta, è stata affiancata da “Sarniezz”, confermando l’impatto scenico e l’estetica surreale che hanno alimentato il successo del progetto online.
L’apparizione a “Later… with Jools Holland” rappresenta un ulteriore passo avanti per il duo, arrivato dopo l’accoglienza positiva riservata a “Vol. II”. Terminata la parentesi europea, la band proseguirà la propria attività live con una lunga tournée tra Stati Uniti e Canada che si svilupperà per tutta l’estate e l’autunno. I video delle esibizioni televisive sono già disponibili online.
Ecco qui sotto i video delle due performance.

Klek e Khn de Poitrine, fratelli per concept e musicisti da vent’anni nella stessa trincea, si presentano in costume a pois bianconeri e con maschere di cartapesta dai nasi fallici. Sembra uno scherzo da performance art uscito dalla Factory di Warhol durante una seduta di acido. E in parte lo è: il loro stesso nome, Angine de Poitrine, è infatti il termine medico per l’angina pectoris, il dolore al petto che precede l’infarto. Sono quasi un ossimoro vivente: la musica che ti ferma il cuore e quella che te lo fa ripartire a 200 bpm. Ma il vero spettacolo è sotto le dita. Khn impugna una chitarra a doppio manico – metà basso, metà chitarra – modificata a mano con tasti extra tagliati con una sega e incollati. L’ottava occidentale standard (12 semitoni) qui viene spaccata in 24 quarti di tono. Non è un vezzo da laboratorio: è il linguaggio stesso del disco. Le note che normalmente si trovano tra i tasti (un Re mezzo diesis, un Mi mezzo bemolle) diventano le protagoniste, non le comparse. Eppure, miracolosamente, tutto resta assimilabile. L’orecchio occidentale riconosce ogni nota come distinta, non come una versione stonata di un intervallo familiare. Il risultato è una musica che sembra provenire da un pianeta vicino, ma che ti fa muovere i piedi come se fossi ancora sulla Terra.
In un panorama rock dove l’innovazione è spesso un’etichetta di marketing, gli Angine de Poitrine hanno costruito un linguaggio nuovo partendo da un’idea semplicemente folle: suonare le note che non ci sono. Non lo fanno con la solennità del conservatorio, ma con l’umorismo del clown e la precisione del chirurgo. I costumi non sono un trucco per clickbait ma sono un manifesto Dada: spersonalizzarsi per far emergere il suono, rendere il corpo trasparente (anche la pelle esposta è pittata a pois come i costumi) affinché resti solo la musica. E la musica, in “Vol. II”, è un organismo vivente: a volte caotico, a volte ripetitivo.


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