Darsena, Tursi lancia la riqualificazione: reti “blindate”, fondi europei e un piano culturale contro il degrado
Genova. Un simbolo della tradizione marinara della città da anni sotto lo scacco di droga e degrado, con imprese e pescatori quotidianamente alle prese con marginalità e allarme sociale, in una zona d’ombra fatta di criminalità, abbandono e troppo spesso anche disperazione. Questo è la darsena di Genova, zona antica ma difficile, che però oggi potrebbe vedere una nuova pagina della sua storia. Dopo i primi interventi sulla passeggiata, Tursi rilancia la riqualificazione, con una strategia combinata che unisce il decoro urbano alla valorizzazione turistica e scientifica del comparto ittico, sostenuta dai finanziamenti europei.
Il punto di svolta, per lo meno oggi progettuale, è arrivato con l’ultima giunta itinerante – oggi proprio nel territorio del Municipio I Centro Est – durante la quale è stata approvata la candidatura del Comune di Genova al bando della Regione Liguria finanziato dal Feampa (Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura). Le risorse saranno interamente destinate “alla promozione di condizioni favorevoli per i lavoratori del mare e alla contestuale rigenerazione strutturale dell’area”. Ma oltre ai fondi, sono le linee operative tracciate dall’assessora al Commercio, Tiziana Beghin, a delineare la futuribile metamorfosi dello scalo.

La darsena all’alba, foto del 2025
Sicurezza e decoro per il lavoro dei pescatori
La prima risposta concreta alle proteste delle categorie professionali riguarda la tutela degli strumenti di lavoro. La convivenza forzata tra le banchine e la microcriminalità ha causato ripetuti danneggiamenti alle attrezzature dei pescatori, spesso utilizzate impropriamente come nascondiglio per sostanze illecite o vandalizzate durante le ore notturne. Per arginare il fenomeno, l’amministrazione ha previsto l’installazione di appositi contenitori in ferro. “Si tratterò di strutture metalliche chiuse — spiega l’assessora Beghin — pensate appositamente per ospitare le reti. In questo modo le attrezzature non potranno più essere toccate o rovinate da estranei. Manterremo l’area in perfetto ordine e garantiremo ai lavoratori la sicurezza di cui hanno diritto. Sarà una soluzione ordinata e anche bella da vedere”.
I pescherecci, altro elemento identitario della zona e della città intera, manterranno i propri ormeggi e il loro ricovero naturale all’interno del bacino. L’obiettivo, infatti, non è allontanare l’attività della pesca, bensì proteggerla e integrarla in un circuito che possa attrarre un flusso costante di cittadini e visitatori, sottraendo così spazio vitale al degrado. Di giorno come di sera.
Il futuro delle aree commerciali e lo stop ai mercatini abusivi
Un altro nodo cruciale riguarda il commercio ambulante e le strutture dedicate alla vendita. In passato, la presenza di mercatini – giudicati inadeguati dall’assessora stessa – ha contribuito ad alimentare la percezione di incuria della zona. Su questo fronte, la linea della giunta è improntata discontinuità con il passato.

L’assessora al commercio Tiziana Beghin
Di fronte alle richieste di alcuni operatori che vorrebbero istituire nuovi mercatini settimanali, l’assessora frena, ponendo come priorità l’avvio e la gestione dei cantieri di riqualificazione: “Al momento le stiamo valutando con attenzione, ma l’orientamento è per il diniego, proprio per incompatibilità con i lavori imminenti. Una volta completati gli interventi strutturali, l’assegnazione degli spazi seguirà criteri radicalmente diversi, basati su precise manifestazioni di interesse”.
Una nuova ma antica narrazione del mare
La scommessa a lungo termine del Comune punta sulla trasformazione della Darsena anche in un polo di divulgazione scientifica ed educativa. La vicinanza strategica con il Galata Museo del Mare giocherà un ruolo fondamentale. Il progetto prevede il coinvolgimento attivo dei pescatori e degli operatori turistici, con attività dedicate anche per le scolaresche genovesi e non solo.
L’intenzione della giunta è fare della Darsena un luogo in cui promuovere l’educazione alimentare e la sostenibilità, mostrando ai ragazzi il valore del consumo consapevole dei frutti di un mare pulito, rispettando la stagionalità della pesca locale. “Proprio in quell’area inizia una storia di Genova estremamente importante — conclude l’assessora Beghin — ed è nostro dovere restituirle un valore narrativo, inserendola stabilmente nei circuiti turistici ed educativi della città. La Darsena può e deve diventare un bel luogo, restituito ai genovesi“.




