Liguria

Ospedali Erzelli e Galliera, la Regione cerca finanziamenti privati. Bucci: “Entro settembre tutti i bandi”


Genova. Dopo anni di annunci e tentativi a vuoto la Regione riavvia l’iter per realizzare i due nuovi ospedali attesi a Genova: da un lato quello di Erzelli nel parco scientifico-tecnologico, dall’altro la struttura che dovrà sostituire l’attuale Galliera nel cuore della città. Entrambi, secondo il nuovo orientamento, dovranno essere realizzati con un partenariato pubblico-privato, ma osservando le nuove regole dettate dallo stop della Corte di giustizia europea al “diritto di prelazione” per chi propone un progetto alla base della procedura competitiva.

“Abbiamo approvato un piano triennale per il partenariato pubblico-privato – ha annunciato il presidente Marco Bucci al termine della seduta di giunta -. Il piano vale nello specifico per i tre ospedali Erzelli, Galliera e Taggia. Noi faremo un bando pubblico in cui mettiamo il Docfap, il documento tecnico che descrive tutto quello di cui c’è bisogno per l’ospedale. I privati faranno proposte rispondendo al bando. Di queste proposte, noi ne sceglieremo una dopo una negoziazione per arrivare alla definizione del migliore. Dopodiché il migliore verrà messo di nuovo a bando: in meno di un mese si dovrebbe chiudere questo secondo bando, perché ormai è quasi tutto definito”.

Sulla carta i tempi sono piuttosto stretti: “Pensiamo che dopo 30 giorni dall’approvazione di oggi si possa partire coi bandi, sicuramente entro il 30 giugno – ha spiegato Bucci -. Adesso non so se partiamo con uno, con due o con tre, però io ho intenzione di farli tutti entro settembre. Non posso dirvi quello che partirà per primo, però sappiate che il Galliera ha già un progetto esecutivo, anche se magari è un po’ vecchiotto, quindi andrebbe messo a posto. Invece Erzelli e Taggia hanno il Docfap e questi documenti saranno quelli messi a bando”.

Per Erzelli e il nuovo Galliera si tratta dell’ennesimo capitolo. L’ospedale del Ponente rientrava nei progetti bandiera del Pnrr con il centro nazionale di ricerca computazionale: sul piatto c’erano 405 milioni di euro di fondi pubblici e 280 milioni concessi da Inail, più altri 120 milioni che avrebbe garantito il Governo. Poi, con la disponibilità offerta da WeBuild a presentare una proposta di project financing, la giunta Toti aveva scelto di avvalersi in gran parte di finanziamenti privati in modo da dirottare quelli dell’Inail sul nuovo Galliera. Più volte (ad esempio a marzo 2025) Bucci ha annunciato la gara, ma l’offerta formale da parte degli investitori non è mai arrivata. Nel frattempo, dopo mesi passati senza reali passi avanti, a febbraio 2026 l’Inail ha ritirato la disponibilità dei finanziamenti per il Galliera. Da qui la decisione di seguire per entrambe le strutture lo stesso percorso già avviato per il Felettino della Spezia.

 




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