Trentino Alto Adige/Suedtirol

Da 25 Paesi per studiare in Alto Adige: unibz batte il record


BOLZANO. In piazza Università la lingua più sentita davanti all’ateneo è l’inglese, declinato in decine di accenti. Sono quelli dei 196 studenti internazionali che nel semestre invernale 2026/27 hanno scelto unibz per un periodo di studio all’estero. Non erano mai stati così tanti: un record per la Libera Università di Bolzano, che accoglie giovani provenienti da 25 Paesi nell’ambito di Erasmus+, degli accordi bilaterali o come free mover.

Dall’Australia agli Stati Uniti, dalla Norvegia al Marocco, l’86% dei nuovi arrivati partecipa a Erasmus+, il 6% ad accordi bilaterali e l’8% studia a Bolzano al di fuori dei programmi strutturati. «Quello di questo semestre è un record per unibz», sottolinea Dario Recla, responsabile del Servizio Relazioni internazionali. Tra primo e secondo semestre l’ateneo registra ormai circa 300 studenti in scambio all’anno, numeri che Recla definisce «normalmente associati ad atenei di dimensioni ben maggiori».

A convincere gli studenti sono soprattutto il carattere multilingue e internazionale dell’università, la qualità della didattica e il rapporto diretto con i docenti. Alece Kemer Tamada da Rocha Mattos, arrivata dal Brasile, sottolinea la possibilità di confrontarsi con persone provenienti da Paesi e percorsi accademici differenti. Mohamed Rayane Benjelloun, free mover dall’Al Akhawayn University di Ifrane, in Marocco, evidenzia invece la possibilità di partecipare attivamente alle lezioni e di sentirsi coinvolti fin dal primo giorno.

A pesare nella scelta c’è anche l’Alto Adige, con la sua offerta sportiva, culturale e ricreativa. Lo conferma Dmitrij Kraus, arrivato dall’Università di Mannheim, che punta ad approfittare del semestre per conoscere meglio il territorio. Agli studenti accolti nelle sedi di Bolzano, Bressanone e Brunico ha dato il benvenuto anche il prorettore alla Didattica Marco Baratieri: «Studiare all’estero apre nuovi orizzonti, offre l’opportunità di costruire nuove amicizie, ci porta fuori dalla nostra zona di comfort. Qui in Alto Adige vi sentirete a casa».


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