Trentino Alto Adige/Suedtirol

Cpr in Alto Adige, Kelany: «Servono strumenti per i rimpatri» – Bolzano



BOLZANO. L’Alto Adige avrà il suo cpr. E con tutti i criteri da protocollo: vicino agli snodi dei collegamenti, senza interferenze dirette con i luoghi delle attività sociali, adeguato al trattamento amministrativo per i rimpatri. «Se non vogliamo che tutto resti come è sempre stato, senza gestione dell’immigrazione irregolare, privi di strumenti per aprire le procedure di rimpatrio, ecco, i cpr sono uno strumento da integrare nella geografia di contrasto anche alla criminalità», dice con chiarezza Sara Kelany.

Al suo fianco Claudio Corrarati: «Abbiamo finalmente anche attivato un patto col consorzio dei Comuni per la redistribuzione. Ogni anno qui arrivano 1.900 persone quasi tutte non regolari – aggiunge il sindaco – Siamo pronti ad un piano strutturato per una accoglienza meno raffazzonata». Sara Kelany è la parlamentare di FdI responsabile nazionale del dipartimento immigrazione del partito. Ad accoglierla, a Maria Heim, tra i vigenti, lo stato maggiore di Fratelli d’Italia: Alessandro Urzì, collega parlamentare, Tritan Myftiu e Patrizia Brillo, assessori comunali, il capogruppo Roberto Muraro, Anna Scarafoni consigliera provinciale e Roberto Zanin della Civica. Kelany rivendica subito al governo un cambio di rotta in piena coerenza con i programmi.

Di poco tempo fa il patto con le imprese perché siano queste ultime, per gli stranieri in cerca di impiego, il primo step per una loro integrazione. Quest’ultimo resta in ogni caso l’obiettivo prioritario. «Anche perché – lamenta la parlamentare – ciò che non è stato fatto dai precedenti governi sul piano della cattiva gestione dei flussi non è che può essere immediatamente sanato». Poi, la questione delle seconde generazioni: «Sono un problema – spiega Kelany – non ancora paragonabile alla Francia o ai Paesi del Nord ma esiste un nodo legato alla non accettazione di leggi e valori».

E poi Modena: «Attendiamo l’esito delle inchieste. Ma il fatto che l’autore di un gesto riconducibile ad un atto almeno emulativo di quelli terroristici, richiede prudenza nelle valutazioni e non speculazioni». Alessandro Urzì, a sua volta, ha rivendicato per Corrarati e la sua giunta, pur se insediatasi da poco «un cambio di passo nella pragmaticità delle proposte e delle iniziative». Il parlamentare ha poi polemizzato con le opposizioni: «Ci accusano di essere legalitari. Come se fosse disdicevole chiedere il rispetto delle leggi e il richiamo alla legalità». P.CA.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »