“Costretta in una baracca e violentata”
È stata trovata in lacrime, sotto shock, con i vestiti sgualciti e segni compatibili con una violenza appena subita.
Una scena drammatica quella avvenuta nelle prime ore di martedì 19 maggio in via di Tor Cervara, nella periferia est della Capitale, dove una donna colombiana di 30 anni è stata soccorsa da un automobilista di passaggio e accompagnata d’urgenza al Policlinico Casilino.
La giovane vagava in evidente stato confusionale ai margini della carreggiata, incapace persino di spiegare con precisione cosa le fosse accaduto.
L’uomo che l’ha notata non si è fermato a osservare: ha caricato la donna in auto e l’ha accompagnata in ospedale, permettendo così l’avvio immediato delle procedure previste nei casi di presunta violenza sessuale.
Una volta arrivata al pronto soccorso, i sanitari hanno attivato il “Codice Rosa”, il protocollo dedicato alle vittime di abusi e maltrattamenti.
I medici hanno eseguito gli accertamenti clinici necessari, documentando le lesioni riscontrate sul corpo della trentenne e avvisando la Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo d’indagine affidato agli investigatori della Squadra Mobile.
Il racconto fornito dalla donna agli agenti è ancora frammentario. La vittima, arrivata da pochi giorni in Italia dopo un viaggio dalla Colombia con scalo in Spagna, avrebbe trascorso la serata insieme a un uomo conosciuto poco prima.
Dopo la cena, secondo quanto riferito agli investigatori, sarebbe stata costretta con la forza a seguirlo in una baracca o in una struttura di fortuna nei pressi di via di Tor Cervara, dove si sarebbe consumata l’aggressione.
La donna però fatica a ricordare molti dettagli. Lo stato di forte trauma e disorientamento non le avrebbe consentito neppure di indicare con esattezza il punto in cui sarebbe avvenuta la violenza o la struttura ricettiva dove stava soggiornando a Roma.
Gli investigatori stanno valutando anche la possibilità che possa aver assunto, volontariamente o meno, sostanze in grado di alterare memoria e percezione. Per questo motivo sono stati disposti esami tossicologici e approfondimenti clinici.
Le indagini della Polizia di Stato sono ora concentrate sull’identificazione dell’uomo che era con lei nelle ore precedenti al presunto abuso.
Gli agenti stanno analizzando i contatti telefonici della vittima, verificando i tabulati e acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona industriale di Tor Cervara e lungo le strade limitrofe.
Fondamentale sarà anche un nuovo colloquio protetto con la donna, quando le sue condizioni psicologiche lo permetteranno.
Solo allora gli investigatori potranno tentare di ricostruire con maggiore precisione le ultime ore prima del ritrovamento e dare un volto al presunto aggressore.
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