Lazio

così terrorizzava i titolari della storica pizzeria di San Lorenzo

A San Lorenzo lo conoscevano tutti. Un volto familiare del quartiere, cresciuto tra le stesse strade dove oggi commercianti e residenti cercano ancora di difendere una quotidianità sempre più fragile, sospesa tra movida, degrado e microcriminalità.

Ma dietro quella familiarità, secondo gli investigatori, si nascondeva da anni un sistema di intimidazioni che aveva trasformato la vita dei titolari della storica pizzeria “Formula 1” in un incubo continuo.

Per questo Ivan Filoni, 42 anni, è tornato in carcere a Regina Coeli. L’uomo è accusato di estorsione aggravata e continuata dopo un’indagine coordinata dalla Procura di Roma e condotta dai Carabinieri della stazione San Lorenzo, che hanno raccolto le testimonianze dei commercianti e documentato mesi di pressioni, minacce e richieste di denaro.

La vicenda affonda le radici in un rapporto malato nato proprio all’interno del quartiere. Filoni conosceva bene i proprietari della pizzeria di via degli Equi e loro conoscevano lui fin da ragazzo. Ma quella vicinanza, negli anni, si sarebbe trasformata in paura.

Secondo quanto emerso dalle indagini, dopo una precedente condanna per fatti analoghi arrivata nel 2023, il quarantaduenne sarebbe tornato a presentarsi nel locale appena riottenuta la libertà. Non per ricominciare da capo, ma per riprendere esattamente da dove aveva lasciato.

Entrava nel ristorante con fare minaccioso, spesso a volto coperto dal cappuccio della felpa, avvicinandosi alla cassa per pretendere soldi quasi quotidianamente.

Somme relativamente piccole — venti, trenta, cinquanta euro — ma sufficienti, secondo gli investigatori, a mantenere costante la pressione psicologica sui gestori.

Il motivo delle richieste, raccontano gli inquirenti, era ancora più inquietante: Filoni avrebbe sostenuto che la colpa dei suoi anni trascorsi in carcere fosse proprio delle vittime che lo avevano denunciato in passato. Quei soldi, quindi, sarebbero stati pretesi come una sorta di risarcimento personale.

Nel corso dei mesi la tensione sarebbe salita progressivamente. In passato, secondo le accuse, l’uomo era arrivato persino a minacciare uno dei titolari con un collo di bottiglia rotto puntato alla gola, riuscendo così a ottenere denaro. In un’altra occasione avrebbe affrontato il figlio sedicenne di uno dei proprietari chiedendo del padre e lasciando intendere possibili ritorsioni violente.

Le intimidazioni non si fermavano dentro il locale. Uno dei commercianti sarebbe stato avvicinato perfino mentre stava ricaricando l’auto elettrica in strada. Anche in quel caso la richiesta era sempre la stessa: soldi immediati, accompagnati da un atteggiamento aggressivo e intimidatorio.

Secondo gli investigatori, i ristoratori avrebbero consegnato nel tempo alcune centinaia di euro pur di evitare scenate davanti ai clienti, danni al locale o episodi ancora più violenti. Una pressione costante che avrebbe condizionato la vita quotidiana delle vittime per mesi.

Ma la pizzeria non sarebbe stata l’unico bersaglio. Nel fascicolo dell’inchiesta compare anche una struttura ricettiva della zona Tiburtina. Qui, secondo le accuse, Filoni si comportava come se fosse di casa: entrava nell’hotel senza pagare, sostava nella hall per ore e arrivava a occupare stanze libere per trascorrervi la notte, sfruttando il timore del personale nel contrastarlo.

La svolta è arrivata quando i commercianti hanno deciso di denunciare nuovamente. I Carabinieri hanno raccolto elementi, testimonianze e riscontri investigativi che hanno portato il giudice a disporre una nuova misura cautelare.

Per San Lorenzo la vicenda riapre ancora una volta il tema della sicurezza e delle difficoltà vissute dai piccoli esercenti di quartiere, spesso costretti a convivere con forme di violenza quotidiana silenziosa.

Per i titolari della storica pizzeria di via degli Equi, invece, l’arresto rappresenta soprattutto la speranza di poter tornare a lavorare senza paura, dopo anni passati a convivere con minacce e intimidazioni davanti ai propri clienti.

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