Puglia

così non entrano droga e telefonini. Sperimentazione in 5 città

Reti metalliche installate sui tetti del carcere di Bari, per impedire ai droni di introdurre droga, cellulari e schede sim all’interno delle celle. È la nuova misura di sicurezza sperimentata nel penitenziario di corso Alcide de Gasperi, dove le strutture sono state montate all’inizio dell’estate e sono già entrate in funzione. Il sistema prevede una rete che sovrasta le aree scoperte di passaggio del carcere, con l’obiettivo di intercettare velivoli senza pilota e impedirne l’accesso agli spazi detentivi.

Bari è tra le cinque città italiane coinvolte nella sperimentazione promossa dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria insieme a Vicenza, Prato, Trieste e Napoli. Un intervento che punta a contrastare un fenomeno sempre più diffuso, l’utilizzo dei droni per far arrivare ai detenuti telefoni e sostanze stupefacenti aggirando i controlli tradizionali. Un sistema che in particolare può consentire anche a esponenti della criminalità organizzata di mantenere contatti con l’esterno e continuare a gestire attività illecite dal carcere.

Le reti installate a Bari, ben visibili dall’esterno della struttura, hanno già intercettato un drone. Saranno però i prossimi mesi a permettere di valutare l’effettiva efficacia della misura e la sua capacità di funzionare da deterrente. Accanto alle barriere fisiche, in alcuni istituti vengono già utilizzati anche i fucili jammer, dispositivi elettronici in grado di disturbare i segnali di controllo dei droni e neutralizzarli a distanza.




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