Crisi globali, 5 anni di shock costati 3,7 miliardi alle imprese calabresi
L’imprenditoria calabrese, già profanata duramente dal biennio di pandemia, ha dovuto fare i conti con cinque anni di instabilità. Adesso galleggia nella terra di mezzo tra costi di produzione insostenibili e difficoltà di individuare nuovi mercati all’estero. E il prezzo pagato dal fragile sistema economico regionale è stato enorme: tre miliardi e settecento milioni di euro. Una perdita che l’Ufficio Studi di Confartigianato, colloca tra il 2022 e il 2026, e l’attribuisce agli effetti delle guerre, delle crisi energetiche e degli shock geopolitici.
La dimensione ridotta delle imprese e la limitata capacità finanziaria hanno reso più difficile assorbire gli urti provenienti dai mercati internazionali. Il conto calabrese rappresenta l’1,2% dei 296,3 miliardi di euro stimati a livello nazionale. In media, sono 740 milioni all’anno sottratti alla capacità produttiva, agli investimenti e alla crescita delle aziende.
Il dato emerge dal rapporto presentato da Confartigianato il 28 ottobre, che ricostruisce gli effetti economici del quinquennio segnato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni belliche in Medio Oriente, dalla stretta monetaria e dalle nuove barriere commerciali statunitensi. Non si tratta di un’unica crisi, ma di una successione di eventi esogeni negativi che hanno generato una tempesta perfetta che ha colpito: energia, credito ed esportazioni. E proprio questa azione combinata ha reso più complicata la ripresa economica.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source link




