Lazio

così i cybercriminali entrano negli iPhone senza clic

L’infezione avviene in silenzio, senza bisogno che la vittima prema un link malevolo o scarichi un file sospetto. È l’incubo degli attacchi cosiddetti “zero-click”, la nuova frontiera dell’intrusione informatica che sta colpendo in queste ore centinaia di utenti WhatsApp su dispositivi Apple.

Il meccanismo è subdolo: sfruttando falle di sicurezza annidate nelle versioni meno recenti del sistema operativo iOS e dell’applicazione di messaggistica, i cybercriminali riescono a prendere il controllo dell’account senza che l’utente compia alcuna azione.

Una volta presane la gestione, scatta la trappola finanziaria: i truffatori inviano messaggi a raffica ai contatti della rubrica, spacciandosi per figli, parenti o amici intimi e chiedendo somme di denaro d’urgenza con la scusa di trovarsi in un’improvvisa situazione di emergenza.

Il vademecum della Polizia di Stato per difendersi

Dinanzi al moltiplicarsi delle segnalazioni, la Polizia di Stato e la Polizia Postale hanno diffuso un decalogo operativo per neutralizzare la minaccia e mettere in sicurezza le proprie chat:

Verifica immediata delle richieste di denaro: Non effettuare mai ricariche o bonifici prima di aver verificato a voce la reale identità del richiedente, chiamandolo su un’altra linea, su un canale differente o, se possibile, di persona.

Aggiornamenti di sicurezza prioritari: Mantenere costantemente aggiornati sia il sistema operativo iOS sia l’applicazione WhatsApp. Apple ha già rilasciato le patch correttive volte a sanare la vulnerabilità.

Controllo dei dispositivi collegati: Verificare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati” nelle impostazioni di WhatsApp, disconnettendo all’istante qualsiasi sessione web o browser non riconosciuto.

Misure di protezione avanzata: Attivare la verifica in due passaggi (2FA), limitare il download automatico dei file multimediali e proteggere l’accesso all’app tramite codice segreto, Touch ID o Face ID.

Come comportarsi se il profilo è stato compromesso

Nel caso in cui il proprio profilo sia già finito nelle mani dei pirati informatici, gli esperti raccomandano di agire su due fronti immediati: da un lato avvisare tempestivamente la propria rete di contatti attraverso altri canali (SMS, social o telefonate) per mettere in guardia da eventuali richieste di aiuti economici; dall’altro avviare d’urgenza la procedura ufficiale di recupero dell’account direttamente dall’applicazione.

Per segnalazioni, dubbi o per sporgere denuncia in merito a tentativi di frode online, la Polizia Postale ricorda che è possibile accedere al portale dedicato del Commissariato di PS online (www.commissariatodips.it).

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