Marche

convegno ed emozioni alla Cena sull’Aia – Cronache Fermane

Grazie Ciriaci

Restare, innovare, tramandare: da Ortezzano un messaggio di fiducia per il futuro delle imprese nelle Marche. Questo il cuore e il messaggio del convegno “Custodire, innovare, tramandare. Il futuro delle imprese familiari marchigiane”, organizzato dalla azienda Ciriaci, ieri sera ad Ortezzano. 

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con istituzioni, (presente anche il sindaco di Ortezzano, Carla Piermarini) associazioni di categoria, Confindustria e realtà imprenditoriali del territorio, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul ruolo che le imprese familiari continuano a svolgere nello sviluppo economico, sociale e culturale delle Marche. Al convegno si è unito anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. 

«Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, le autorità, i rappresentanti delle istituzioni e delle università con le quali collaboriamo – le parole della padrona di casa, titolare dell’omonima azienda, leader nel settore agroalimentare, Graziella Ciriaci – siamo qui per una serata di confronto, che possa farci portare a casa qualche consapevolezza in più. Una serata dedicata al territorio, ai nostri prodotti e a ciò che significa vivere in un paesino come Ortezzano, dove può sembrare di essere lontani da tutto e invece per noi è una grande realtà, qui ci sono le nostre radici e ci sentiamo sicuri».

«Per i giovani imprenditori, raccogliere la sfida dell’azienda di famiglia, in un settore come quello agroalimentare, non è sempre semplice, perché ci affacciamo in un mercato sempre più complesso. Un mercato che richiede innovazione e attenzione. Da un lato l’innovazione, dall’altro la storia e la tradizione di chi ti ha preceduto – racconta Elisa Scendoni, responsabile sviluppo e strategie dell’azienda Ciriaci – io credo che la carta vincente sia quella di interpretare la tradizione non come un ostacolo verso l’innovazione, ma come solida base per costruire il futuro. Noi giovani dobbiamo avere la forza di innovare, ma anche l’intelligenza di ascoltare chi c’era prima di noi. Da soli possiamo poco, serve l’aiuto fondamentale di tutta la squadra, dai collaboratori ai clienti, i fornitori e tutte le persone che gravitano intorno all’azienda. Possono cambiare i prodotti ed i mercati, ma certi valori non cambiano e sono quelli che ci permettono di evolverci verso il futuro». 

Francesco Acquaroli

Particolare attenzione è stata dedicata al passaggio generazionale e al contributo dei giovani imprenditori, protagonisti di una nuova stagione di crescita che unisce competenze, tecnologia e rispetto per l’identità dei luoghi.

«Amap è da sempre attenta ai temi della tradizione e dell’innovazione. Elementi che ritroviamo nell’azienda Ciriaci – ha dichiarato Renato Frontini, presidente Amap – con il nostro lavoro cerchiamo di sperimentare la biodiversità che contraddistingue la nostra regione a livello agroalimentare, attraverso l’innovazione dunque, andiamo a salvaguardare quella che è la nostra tradizione».

Il confronto ha messo in evidenza come tradizione e innovazione siano elementi complementari della stessa visione imprenditoriale, capace di valorizzare le produzioni tipiche, rafforzare il legame con il territorio e competere con successo sui mercati nazionali e internazionali.

«Siamo un grande gruppo, ma che nasce dal basso. La grande distribuzione nasce dall’intuizione di Gaetano Migliarini, che tra l’altro era di queste zone – le parole di Giorgio Santambrogio, amministratore delegato del gruppo VéGè – noi rappresentiamo la moderna distribuzione, con migliaia di punti vendita in tutta Italia. Il titolo di questo incontro è un po’ la nostra storia. Piccole imprese familiari che nel 1959 decisero di unirsi e creare un gruppo di acquisto, che negli anni è cresciuto sempre di più. Oggi siamo un grande gruppo, che vuole continuare a migliorarsi, ma allo stesso tempo restare al fianco delle persone. Ben venga dunque l’intelligenza artificiale, se è utile a dare più tempo al personale per aiutare i clienti. Nel nostro pensiero, il punto vendita rappresenta un luogo sociale delle comunità, il ruolo del punto vendita non è solo quello di fare profitto, ma anche di aiutare la vita sociale di un paese come Ortezzano, una missione che in qualche modo accomuna noi e l’azienda Ciriaci».

L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti di Assica, Confindustria, del Comune di Ortezzano e di altre autorevoli realtà del sistema produttivo regionale, oltre a quello di molte autorità ed istituzioni del territorio, a partire dal governatore Francesco Acquaroli.

Al termine del convegno si è svolta la tradizionale e suggestiva “Cena sull’Aia”, momento simbolico di condivisione e convivialità dedicato alle eccellenze enogastronomiche locali. Un modo anche per toccare con mano quando enunciato e rimarcato nel corso del convegno: ovvero quanto la tradizione e l’oggi a tavola possano essere due facce della stessa medaglia, un connubio virtuoso che ogni giorno rivive con i prodotti dell’azienda Ciriaci. E ieri sera, ancora una volta, i commensali ne hanno potuto testare la qualità, immergendosi in una serata ricca di emozioni e suggestioni regalate ai palati dal gusto e dai sapori, e agli occhi dalle splendide colline della Valdaso. 

(spazio promo-redazionale)

L’intervento di Graziella Ciriaci


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