Controlli automatici, ricorsi, notifiche: come la riforma cambierà le multe
Come sarà il prossimo Codice della strada? Le novità scritte nella bozza di Dlgs attuativo della delega alla riforma contenuta nella legge 177/2024 sono tantissime e stanno emergendo in questa fase di consultazione con le associazioni di categoria, aperta a inizio agosto e destinata a chiudersi il 13 settembre. Tirare le somme ora sarebbe arduo, anche perché su alcune il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha annunciato una retromarcia appena hanno fatto clamore.
Il sistema è del tutto nuovo, ma non certo semplificato rispetto all’attuale. D’altro canto, c’è da regolamentare la complessità della mobilità e della condivisione dello spazio pubblico, con variabili umane poco prevedibili e dominata dall’effetto farfalla (piccoli cambiamenti iniziali possono portare conseguenze future molto impattanti). Per dare una labile idea, possiamo partire dalla procedura di accertamento delle violazioni, colonna vertebrale di ogni codice.
Controlli automatici
Ci sono due novità importanti, poco visibili tra le righe della bozza:
- gli apparecchi che legalmente sono abilitati a rilevare più tipi d’infrazione potranno funzionare contemporaneamente in tutte le modalità possibili, mentre finora era consentito tenerne attiva solo una alla volta (il caso prevedibilmente più controverso è dato da alcuni modelli che possono funzionare sia come autovelox sia come telecamera per il rosso ai semafori, per cui chi accelera nella speranza di evitare il rosso rischia di essere multato per eccesso di velocità);
- scompare l’obbligo inderogabile di presegnalare i controlli di velocità (in vigore da agosto 2007), per passare a un sistema in cui le regole potranno essere fissate – in modo più o meno “garantista” – con semplici decreti ministeriali (presumibilmente anche in funzione delle smart road che si stanno approntando, con postazioni disseminabili anche a poche centinaia di metri l’una dall’altra lungo l’intero il percorso).
Notifiche abbreviate
Accanto all’usuale termine di 90 giorni nel caso di mancata contestazione immediata da parte degli agenti, ne viene previsto uno breve, 30 giorni, nel caso di violazioni accertate tramite dispositivi automatici, come autovelox fissi e telecamere di sorveglianza per Ztl, semafori e corsie di emergenza. Violazioni che, peraltro, sono quasi sempre la maggioranza della infrazioni rilevate.
Il termine differenziato, secondo quanto scrive il ministero delle Infrastrutture, ha una duplice funzione:
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