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Controlli antidoping in piena notte per Pogacar e Vingegaard: scoppia il caso al Tour

VOUGY – Una volta Joop Zoetemelk disse: “Il Tour si vince a letto”. Ebbene, la notte non è stata particolarmente riposante per Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. I due leader della classifica generale del Tour de France sono stati entrambi sottoposti a un controllo antidoping nella notte tra sabato e domenica. La notizia è stata diffusa da Le Parisien. Il danese è stato testato alle 2, la maglia gialla alle 5. Pogacar non sarebbe più riuscito in seguito a prendere sonno.

Un trattamento insolito

Pur essendo consentito, un controllo antidoping nel cuore della notte è un evento assai insolito. Tanto che i due team, la UAE e la Visma, non hanno nascosto il loro disappunto per un simile trattamento. Mauro Gianetti, il gm della UAE di Pogacar ha detto al via del tappone “queste sono le regole”. “Ho dormito 4 ore” ha raccontato Pogacar, “non erano le 2 del mattino per me, ma le 5. Di solito lo fanno al mattino ma questa volta hanno scelto la notte. Ho passato il resto del tempo bevendo caffè e ascoltando Eminem”. Vingegaard ha raccontato di aver impiegato 40 minuti per ritrovare il sonno. Duro il suo gregario Matteo Jorgenson: “È una completa mancanza di rispetto per i corridori. Ci stiamo concentrando molto sul recupero. È di enorme importanza, specialmente tra due delle tappe in montagna più dure. E poi ti svegliano alle 2 del mattino. Questo mi fa davvero infuriare”. La tappa con arrivo sul Plateau de Solaison è una delle più difficili in assoluto: l’arrivo è inedito per il Tour e la salita va su al 9% di media per 11 km. La mancanza di sonno potrebbe avere delle inevitabili conseguenze sulla prestazione dei due leader del Tour de France. I controlli al Tour de France sono gestiti dalla ITA, l’agenzia internazionale indipendente.

Cosa dice il regolamento

Così recita l’Articolo 5.2.2 del regolamento UCI: “A meno che il corridore non abbia specificato una finestra di test di sessanta minuti tra le 23:00 e le 06:00, o non abbia espressamente acconsentito a un test durante questo periodo, l’UCI non condurrà un test antidoping tra queste ore, a meno che non sussista un grave o specifico sospetto che il corridore stia compiendo un’attività di doping”. E poi: “L’UCI può richiedere a qualsiasi corridore su cui ha autorità di controllo antidoping e che non abbia concluso la propria carriera, compresi i corridori che stanno scontando una squalifica, di fornire un campione in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo”.

Il programma antidoping ITA per il Tour de France: 1000 controlli programmati

Il programma antidoping dell’ITA per il Tour de France 2026 prevede un piano di controlli mirato e basato su una sorta di lavoro di intelligence. Sono al lavoro oltre 40 funzionari dell’ITA e addetti al prelievo dei campioni fin dal Grand Départ di Barcellona. Circa 360 controlli i antidoping effettuati fuori competizione sui corridori attesi al via del Tour de France 2026 nel mese precedente l’inizio della corsa. Circa 600 saranno invece i campioni raccolti durante le tre settimane, con il numero definitivo che sarà stabilito “in base alla strategia dei controlli, alle priorità investigative e di intelligence e alle esigenze operative”. I campioni vengono conservati per un periodo di 10 anni, al fine di consentirne una possibile nuova analisi in futuro, in previsione di nuovi metodi di rilevazione o di ulteriori progressi scientifici. L’ITA ha sottolineato prima del via di aver posto la sua attenzione in particolare sui marcatori steroidei endogeni misurati nel siero del sangue nell’ambito della formulazione del passaporto biologico, per migliorare l’individuazione degli indicatori di un eventuale utilizzo dell’ormone della crescita (hGH). La maglia gialla e il vincitore di tappa vengono testati tutti i giorni.

Il progetto: studiare un “passaporto della potenza”

L’ITA sta portando avanti i suoi studi di fattibilità su un progetto di monitoraggio longitudinale delle prestazioni basato sui dati di potenza dei corridori, sviluppato in collaborazione con l’Università del Kent. Il progetto viene valutato come un ulteriore strumento di intelligence a supporto dei controlli mirati, delle analisi di laboratorio avanzate, della definizione delle priorità investigative e della conservazione a lungo termine dei campioni. Alcuni corridori stanno condividendo i propri dati storici di potenza. I risultati dello studio di fattibilità saranno valutati congiuntamente all’UCI per definire i possibili sviluppi del progetto e le eventuali modalità di una sua futura implementazione.


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