conosce bene la vittima ed è di buona famiglia
ASCOLI – Aspettavano un suo errore e quando è arrivato lo hanno colto sul fatto. E così è finito nella rete degli investigatori il presunto l’autore delle scritte diffamatorie sui muri delle scuole che da mesi prendeva di mira una studentessa ascolana di 17 anni. È un sedicenne insospettabile che conosce la vittima, incensurato e di buona famiglia, individuato, denunciato e iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di atti persecutori aggravati.
La Procura
Gli atti verranno ora trasmessi alla procura presso il tribunale per i minorenni di Ancona. A darne notizia è stato il procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, Umberto Monti, che ha coordinato le indagini condotte dalla squadra mobile e dai carabinieri di Ascoli. Gli investigatori, dopo una attenta attività investigativa, avevano ipotizzato che l’autore delle scritte potesse tornare in azione in occasione della ripresa delle lezioni dopo le festività natalizie. Martedì notte gli agenti hanno predisposto un servizio di appostamento nei pressi di uno degli istituti già colpiti in passato. Poco dopo hanno notato un giovane entrare all’interno della scuola e iniziare a scrivere sui muri. A quel punto è scattato l’intervento: il ragazzo è stato fermato e trovato in possesso di diverse bombolette spray utilizzate per imbrattare le pareti. L’abbigliamento indossato è risultato compatibile a quello del soggetto ripreso dalle telecamere in occasione delle precedenti incursioni, in particolare il 6 ottobre scorso.
I filmati
Anche la corporatura e le caratteristiche fisiche sono apparse compatibili con le immagini acquisite, rafforzando i sospetti degli inquirenti sul suo coinvolgimento. Le scritte erano comparse per la prima volta a settembre, all’inizio dell’anno scolastico, poi nuovamente a ottobre e infine a dicembre, alla vigilia dell’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, quando era prevista l’assemblea d’istituto. Frasi gravemente offensive e persecutorie, tutte rivolte alla stessa studentessa. Sono state effettuate perquisizioni e sequestri, mentre l’attività investigativa prosegue per chiarire eventuali responsabilità ulteriori e verificare se vi siano stati complici.




