Ambiente

Confcooperative, stop allarmi su vino scienza, non giustifica messa al bando – Vino

Il dibattito sui rischi per la salute
legati al consumo di vino richiede un approccio basato sul
rigore scientifico piuttosto che su allarmismi semplificati: è
essenziale distinguere tra la tossicità intrinseca dell’alcol e
l’impatto quando viene consumato come alimento integrato in un
regime alimentare completo. E’ il messaggio lanciato da Alberto
Battezzati, Ordinario di Fisiologia presso la Facoltà di Scienze
Agrarie e Alimentari dell’Università di Milano e direttore Unità
Operativa di Nutrizione clinica – Irccs, dal talk organizzato al
Vinitaly da Confcooperative
Fedagripesca, dove ha partecipato anche il sottosegretario Masaf
Patrizio La Pietra.

   
“Sebbene l’alcol sia una sostanza tossica presente nel vino –
ha detto il professore – le evidenze scientifiche non ne
giustificano la messa al bando, al contrario, esistono numerosi
studi a favore del vino inteso come alimento parte integrante
della dieta mediterranea. La ricerca ci insegna che una dieta
salutare è molto più della semplice somma delle singole sostanze
che la compongono. Un bicchiere di vino consumato da adulti
all’interno di un corretto contesto alimentare e di uno stile di
vita equilibrato produce effetti diversi rispetto a modalità di
consumo sregolate, come il fenomeno del binge drinking tra i
giovani. In assenza di abuso e di condizioni cliniche,
l’assunzione moderata di vino occupa un posto di rilievo nella
nostra cultura alimentare e mostra benefici, in particolare a
livello cardiovascolare, che non ha senso eliminare”.

   
Sulla stessa linea il presidente di Confcooperative
Fedagripesca Raffaele Drei, secondo il quale “è fondamentale
continuare a contrastare, con il rigore della scienza, messaggi
allarmistici che minano l’immagine del settore e disinformano i
consumatori, impattando negativamente anche sul consumo del
vino. Studi dimostrano che il vino, inquadrato in un regime
alimentare equilibrato, porta benefici alla salute. A maggior
ragione – ha concluso – ora che la cucina italiana ha ricevuto
il riconoscimento come patrimonio Unesco, non si può scorporarne
un pezzo, considerando il vino un prodotto che arreca danni alla
salute”.

   

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