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Compiti delle vacanze per prevenire il Summer Learning Loss: tra riposo e studio, consigli pratici per la pianificazione estiva

Con l’arrivo delle vacanze estive è importante dedicare tempo al relax per garantire il giusto recupero delle energie dopo un prolungato periodo di studio e lavoro. La chiusura degli istituti scolastici e la sospensione delle attività didattiche avviano un lungo periodo estivo di pausa lavorativa per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado in cui ognuno organizza la propria routine nel rispetto delle esigenze personali e familiari.

Durante il periodo estivo è previsto maggior tempo libero, vissuto come risorsa per coltivare interessi e svaghi personali, finalizzato al recupero delle energie fisiche e mentali. A seguito di un iniziale blackout lavorativo dedicato all’esclusivo riposo, sarebbe funzionale pensare a momenti da dedicare allo studio ed all’apprendimento, finalizzato al mantenimento delle conoscenze e delle competenze acquisite durante il pregresso percorso scolastico.

Il Summer Learning Loss indica un divario tra i livelli di competenze e conoscenze registrati nelle valutazioni che precedono l’interruzione scolastica e gli esiti degli apprendimenti valutati dopo lunghi periodi di vacanza ed interruzione scolastica da parte degli studenti, soprattutto in ordine a discipline come matematica e italiano.

Un approccio educativo integrato aiuta a prevenire la regressione cognitiva, ponendo attenzione a significative strategie organizzative e di intervento in armonia con le esigenze degli studenti, delle famiglie e della scuola. Sarebbe utile quindi avviare la ripresa dello studio coinvolgendo attivamente i più piccoli e sostenendo i più grandi nelle scelte autonome organizzative, sperimentando l’educazione del fare da sé, superando con tale approccio educativo l’imposizione lavorativa, ponendo come obiettivo il piacere di apprendere in un tempo disteso, che solo il prolungato periodo estivo permette di avere. Pertanto, risulta funzionale stimolare la possibilità di gestire la routine quotidiana secondo una scelta autonoma personale e familiare, stimolando le competenze organizzative anche dei più piccoli, che muovono i primi passi verso l’apprendimento parzialmente guidato dall’adulto.

L’integrazione di un calendario di studio con tempi brevi da dedicare alle attività di apprendimento, alternati alle attività di svago previste nel periodo di vacanza, ottimizzerebbe il mantenimento ed il potenziamento delle competenze e delle conoscenze acquisite.

Pensiamo all’estate anche come un periodo in cui perseguire i propri interessi personali, in ordine alle proprie preferenze, come la lettura di un libro del genere letterario preferito, coinvolgendo i bambini ed i ragazzi nella scelta del fumetto – romanzo – best seller da leggere durante l’estate. Va bene qualsiasi genere letterario purché stimoli la curiosità, il ragionamento e il senso critico del piccolo lettore. La lettura, come esperienza di svago e divertimento, rappresenta una pausa sana che si pone come obiettivo il benessere in età evolutiva, una risorsa educativa che stimola la crescita emotiva e sociale; oltreché potenziare le funzioni cognitive quali memoria, attenzione e concentrazione. Evitare pertanto di imporre allo studente tempi lunghi e forzati di recupero dello studio; piuttosto favorire la scelta dei tempi, delle modalità, degli argomenti da dedicare all’approfondimento disciplinare.

Altre strategie possono essere quella di educare alla Responsabilità, coinvolgendo attivamente i più piccoli nella scelta degli argomenti da trattare e da affrontare nei brevi momenti di studio estivi; selezionare i tempi giornalieri di studio più funzionali alle proprie esigenze; avviare un dialogo costruttivo stimolando ad una gestione attiva bambini e ragazzi, che svincolati dagli obblighi scolastici sono piacevolmente e attivamente coinvolti nel riorganizzare le proprie routine.

È importante, in tale fase, il ruolo dell’adulto, che nel delicato compito educativo e di guida, consiglia il bambino e il ragazzo nella gestione degli impegni giornalieri, evitando che “i compiti delle vacanze” possano essere causa di tensioni e contrasti. I tempi flessibili da dedicare allo studio possono variare nel rispetto dell’età dello studente, da mezz’ora a un’ora circa da conciliare con gli altri impegni giornalieri, purché debitamente programmati e rispettati.

Si possono anche prediligere attività pratiche in ordine ai compiti di realtà, con esperienze stimolanti l’autonomia e l’indipendenza in età evolutiva; pensare per i più grandi a brevi esperienze lavorative in contesti relazionali, a sfondo turistico, che favoriscono la comunicazione diretta e la sperimentazione delle lingue straniere. Utili sono i viaggi studio all’estero e l’accoglienza nei contesti familiari di studenti stranieri, al fine di incentivare un clima interculturale, prevedendo il potenziamento delle competenze linguistiche. Vivere viaggi esplorativi e culturali, all’insegna dell’approfondimento di conoscenze artistico-storiche, che prediligano le esperienze concrete, quali visite ai musei, scavi archeologici, siti storici, biblioteche, librerie, fabbriche e industrie di ogni settore produttivo. Infine, sarebbe auspicabile prevedere attività creative, incentivando la partecipazione per i più piccoli a progetti ludici e artistici e favorire la frequenza di attività fisiche e di progetti sportivi, al fine di stimolare lo sviluppo armonico e globale di crescita fisica, migliorando le capacità cognitive, emotive e sociali.


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