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Commerzbank respinge ancora Unicredit: “Con gli italiani non riusciremmo a sostenere le imprese tedesche”

La moral suasion di Bruxelles che chiede alle banche un superamento delle barriere nazionali caldeggiando le nozze transfrontaliere, non ha smosso Commerzbank che ha formalizzato il suo dissenso nei confronti dell’offerta di acquisto di Unicredit raccomandando ai propri azionisti di non aderire. L’offerta pubblica di scambio della banca italiana sui tedeschi “non prevede un premio adeguato e non riflette il valore intrinseco” di Commerzbank, ribadiscono da Francoforte dove si ritiene che il piano di Piazza Gae Aulenti per il futuro dell’istituto sia “vago e comporta rischi considerevoli”. Inoltre, il gruppo italiano “sottostima in modo significativo le perdite di ricavi, sopravvaluta le sinergie e ipotizza un calendario di attuazione irrealistico”.

Niente di nuovo sul fronte tedesco, dunque, per Unicredit che replica esprimendo profondo dissenso perché “le “argomentazioni presentate” sono “prive di fondamento e di dati a supporto”. E così da Milano viene comunicata un’asciutta presa d’atto “della pubblicazione del documento e ne esamineremo attentamente il contenuto. Dissentiamo profondamente da molte delle argomentazioni presentate, ritenendole prive di fondamento e di dati a supporto. Forniremo una risposta dopo aver esaminato approfonditamente le questioni sollevate”.

Secondo la numero uno di Commerzbank, Bettina Orlopp, tuttavia, “quella che viene descritta come una fusione è in realtà una proposta di ristrutturazione che avrebbe un impatto enorme sul nostro modello di business collaudato e redditizio”. La banca tedesca, sostiene, ha “una strategia chiara e di successo, che offre ai nostri azionisti prospettive di crescita interessanti”. Board e consiglio di Sorveglianza di Commerzbank, nell’identificare le criticità della proposta del gruppo italiano, sottolineano in particolare “come la prevista riduzione della rete internazionale indebolirebbe significativamente la capacità della banca di supportare in tutto il mondo il Mittelstand tedesco”, ovvero l’insieme delle piccole e medie imprese, “orientato all’esportazione”.

Altro nodo cruciale, secondo Commerz, riguarda “lo smantellamento previsto delle attività commerciali esistenti ” che “avrebbe un impatto negativo significativo sulle relazioni con i clienti, sulla posizione di mercato e sui flussi di ricavi”. Ci sono poi da considerare le “riduzioni di organico previste da UniCredit, la complessa integrazione informatica e le perdite di ricavi derivanti dalle sovrapposizioni nel settore della clientela aziendale”. Detto tutto questo e “i rischi considerevoli” che ne derivano, “raccomandiamo agli azionisti di non accettare l’offerta”, ripete il presidente del consiglio di Sorveglianza, Jens Weidmann.

Intanto però Unicredit guadagna posizioni: l’esposizione potenziale della banca guidata da Andrea Orcel in Commerzbank è arrivata al 38,87%, in base agli ultimi aggiornamenti. La quota in azioni resta sempre al 26,77% del capitale e, a questo, si aggiunge un altro pacchetto del 3,22% legato a contratti di scambio. Mentre salgono all’8,88% (erano al 6,67%) i derivati regolati esclusivamente in contanti e che, quindi, non prevedono la consegna di ulteriori azioni.

L’articolo Commerzbank respinge ancora Unicredit: “Con gli italiani non riusciremmo a sostenere le imprese tedesche” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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