Sardegna

Comitati sardi per il diritto alla salute: “Necessario aumentare la spesa per la sanità pubblica”

Cagliari 

Nei giorni scorsi l’incontro in Regione

“Interventi strutturali non rinviabili: è necessario aumentare la spesa per la sanità pubblica”. È la richiesta dei Comitati sardi per il diritto alla salute, avanzata nei giorni scorsi in occassione dell’incontro con la presidente e assessora regionale alla Sanità Alessandra Todde e la VI Commissione salute e politiche sociali del Consiglio, presieduta da Carla Fundoni.

Diverse le criticità denunciate, che investono molteplici settori: dalla carenza di personale alle lunghe attese nei Pronto soccorso, dove si rischiano ulteriori difficoltà con la scadenza dei contratti dei medici a gettone, senza una certa sostituzione.

“A fronte della carenza di oltre 500 medici della medicina territoriale si presentano solo 72 domande per coprire le zone carenti”, ha commentato Alessandro Rosas, portavoce del Coordinamento regionale dei comitati. “Le riduzioni di personale e servizi ospedalieri hanno raggiunto livelli emergenziali: i livelli essenziali di assistenza (LEA) non sono garantiti. Le interminabili liste d’attesa, la rinuncia alle cure (circa il 20% della popolazione) e la crescente migrazione sanitaria sono preoccupanti, necessitano di interventi urgenti e adeguata programmazione con un adeguato piano socio sanitario triennale”.

Gli esponenti della Regione hanno ascoltato le istante dei Comitati. “Il confronto è stato franco e costruttivo”, prosegue il referente. “Prendiamo atto degli impegni presi dalla presidente Todde e dalla Commissione salute e politiche sociali per i concorsi e per l’esaurimento delle graduatorie ancora aperte, per il riequilibrio delle discrepanze territoriali, per il ricorso a medici stranieri. L’imminente apertura delle Case e Ospedali della comunità rappresenta una importante opportunità per l’assistenza territoriale, se esse saranno dotate di adeguato personale e delle figure professionali che garantiscano la presa in carico del cittadino con problemi di salute.”.

I Comitati sostengono però che queste strutture devono essere aggiuntive e non sostitutive di quelle esistenti. “In particolare i posti letto degli ospedali di comunità non devono essere suppletivi dei reparti ospedalieri”, ha sottolineato Rosas. “Sosteniamo l’integrazione tra queste nuove strutture con la medicina generale e delle cure primarie, che è fondamentale. Va garantita inoltre l’integrazione socio sanitaria. I Comuni e i sindaci devono assumere un ruolo decisionale – e non solo consultivo – nelle Conferenze dei Sindaci e nei comitati di Distretto. I Distretti socio sanitari vanno valorizzati e messi in condizioni di funzionare, poiché sono fondamentali nell’organizzazione sanitaria territoriale per garantire la prevenzione, cura e riabilitazione”.

Al centro delle richieste dei Comitati una riaffermazione dei principi ispiratori della gratuità e universalità della Legge nazionale 833/78, che istituì il Servizio sanitario nazionale.  “Il servizio pubblico deve garantire la tutela della salute, oltre che della cura, attuando la prevenzione primaria e diagnosi precoce, intervenendo sui determinanti di salute, ambientali, lavorativi e socio economici”, ha dichiarato Rosas. “È necessario un incremento di spesa per la sanità pubblica, sia a livello regionale che nazionale: sono necessari interventi economici strutturali, non più rinviabili”.

“Nell’ultimo decennio l’incremento della spesa per la sanità privata ha indebolito e aggravato la crisi della sanità pubblica”, ha concluso il portavoce. “Alla Regione si richiede di conoscere quanto della spesa sanitaria regionale va alla sanità pubblica, quanto alla sanità privata. I Comitati si impegnano a mantenere aperta l’interlocuzione e il confronto con le istituzioni regionali e contemporaneamente a proseguire la lotta e mobilitazione in difesa della sanità pubblica, con iniziative e manifestazioni sia a livello locale, che regionale”.

Domenica, 24 maggio 2026

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