Trentino Alto Adige/Suedtirol

il Trentino-Alto Adige torna in zona rossa


BOLZANO. Meno vittime rispetto allo scorso anno, ma un rischio che cresce e riporta il Trentino-Alto Adige tra le aree più critiche d’Italia. È il quadro che emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, aggiornato a maggio 2026. Nei primi cinque mesi dell’anno le morti sul lavoro sono state 8, con un calo del 33,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma la regione entra comunque in zona rossa per l’elevata incidenza della mortalità.

A preoccupare non sono tanto i numeri assoluti quanto il rapporto tra vittime e occupati. L’indice regionale raggiunge infatti 15,5 morti per milione di lavoratori, ben al di sopra della media nazionale, ferma a 11,2. Ancora più critica la situazione della provincia di Trento, che registra un’incidenza di 19,7 e si conferma in zona rossa, mentre Bolzano, con un indice di 11,5, passa in zona arancione.

Secondo il presidente dell’Osservatorio, Mauro Rossato, il peggioramento è evidente anche rispetto al mese precedente. Ad aprile il Trentino-Alto Adige era ancora classificato in zona bianca, con un solo decesso registrato. A maggio le vittime salgono a otto, dimostrando quanto il tema della sicurezza sul lavoro resti fragile e richieda interventi costanti sul fronte della prevenzione.

Dall’analisi emerge inoltre che le otto vittime sono tutte decedute durante l’attività lavorativa: sette uomini e una donna, senza casi in itinere. Cinque i decessi in provincia di Trento e tre in quella di Bolzano. Le denunce di infortunio in occasione di lavoro sono state 9.549, di cui 2.213 presentate da lavoratori stranieri. Tra i settori con il maggior numero di infortuni figurano le attività manifatturiere, con 909 denunce, seguite dalle costruzioni, con 720. La fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 45 e i 54 anni.


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