Comencini affonda Borchia: “Ora chieda scusa e si dimetta”
Si allarga il fronte delle critiche rivolte al segretario provinciale della Lega Paolo Borchia dopo le sue dichiarazioni sul mancato riconoscimento di Verona nelle recenti nomine regionali.
A intervenire è Vito Comencini, presidente dell’associazione Popolo Veneto, che in una nota attacca duramente il capodelegazione della Lega al Parlamento europeo.
«Le esternazioni del segretario provinciale della Lega Salvini Premier Paolo Borchia in merito alle mancate nomine da parte della Regione Veneto sono alquanto ridicole e significative», afferma Comencini.
L’ex parlamentare ricorda anche il congresso provinciale di quattro anni fa, quando si candidò alla guida della Lega.
«Quattro anni fa è stato candidato segretario provinciale contro il sottoscritto semplicemente per evitare un vero cambiamento. Il loro obiettivo non erano e non sono gli ideali, ma semplicemente la spartizione delle poltrone».
Nel suo intervento, Comencini critica anche alcune scelte compiute sul territorio.
Secondo il presidente di Popolo Veneto, alcune nomine in enti veronesi sarebbero state rese possibili anche grazie al sostegno del centrosinistra.
«Ne sono una dimostrazione le nomine in Fiera e in Acque Veronesi, ottenute anche con il benestare del sindaco Damiano Tommasi. Posizioni sulle quali Borchia non ricorda e non dice nulla».
Per Comencini, il ridimensionamento del peso politico di Verona in Regione non rappresenta una novità.
«Che Verona venga trattata come l’ultima provincia dell’impero non accade da oggi, ma da tempo, anche durante la presidenza Zaia».
L’affondo finale è rivolto direttamente al segretario provinciale.
«Borchia si lamenta solo oggi perché è in palese difficoltà, completamente isolato e scaricato da coloro che lo hanno semplicemente usato, non per ideali ma per questioni di poltrone».
Infine, Comencini giudica inopportuno il comportamento di un esponente con incarichi di rilievo a livello europeo.
«La cosa più ridicola è che un capogruppo al Parlamento europeo, con una posizione così importante, si riduca a fare esternazioni così fanciullesche come fosse un militante qualunque. Farebbe più bella figura a dimettersi e a chiedere scusa ai cittadini, ma soprattutto ai militanti del suo partito o di ciò che ne rimane».
Le dichiarazioni di Comencini si aggiungono a quelle espresse nelle ultime ore da altri esponenti ed ex appartenenti al Carroccio, alimentando il dibattito interno e politico attorno alla Lega veronese in vista delle prossime elezioni amministrative.
Source link









