Ambiente

Coldiretti, serve patto con la ristorazione per rilanciare vino negli Usa – Vino

Nell’ultimo anno e mezzo le vendite
di vino negli Stati Uniti hanno visto una perdita in valore di
300 milioni di euro, a causa soprattutto dei dazi di Trump ma
anche gli effetti del dollaro debole, che ha diminuito il potere
di acquisto dei consumatori americani. Ma la popolarità del vino
italiano resta alta, grazie anche al traino del Prosecco,
dimostratosi non a caso il più resiliente rispetto alle
difficoltà. È quanto emerge dall’analisi fatta da Coldiretti e
Filiera Italia in occasione dell’inaugurazione del Vinitaly di
New York, dove la confederazione ritiene necessario promuovere
“un patto con la ristorazione – ha spiegato in una nota -, a
cominciare da quella internazionale, per rilanciare il
posizionamento delle bottiglie tricolori sui mercati e venire
incontro alla voglia di italianità da parte dei consumatori di
tutto il mondo”.

   
Secondo Coldiretti, nonostante le stime indichino un calo
della produzione, dal punto di vista qualitativo la vendemmia
2026 “sarà ricordata come un’eccellenza, grazie ad uve
praticamente perfette”, con il caldo che ha ridotto le rese ed
elevato il grado zuccherino, ma ha anche evitato gli attacchi
dei parassiti. Restano però le difficoltà: pesano l’aumento dei
costi di produzione, sui consumi anche le campagne di
demonizzazione e anche il caro-bottiglia, che limitia le vendite
nei locali.

   
Secondo l’amministratore delegato di Filiera Italiana e capo
area mercati di Coldiretti Luigi Scordamaglia “essere forti nel
mondo significa prima di tutto dare valore ai produttori.

   
Promuovere il vino italiano non vuol dire solo vendere più
bottiglie, ma difendere la filiera e il suo valore”.

   

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