Cirò Marina, stabilimento occupa 673 metri quadrati di spiaggia: titolare denunciato
Avrebbe occupato circa 673 metri quadrati di demanio marittimo in più rispetto alla superficie prevista dalla concessione. Il titolare di uno stabilimento balneare di Cirò Marina è stato deferito alla Procura della Repubblica di Crotone dai militari dell’Ufficio locale marittimo.
Il controllo è stato eseguito nell’ambito dell’operazione “Mare e Laghi sicuri 2026”, finalizzata anche a verificare la regolarità delle occupazioni delle aree demaniali e il rispetto delle disposizioni contenute nell’ordinanza di sicurezza balneare numero 58 del 2026, emanata dalla Capitaneria di porto di Crotone il 14 maggio scorso.
L’area attrezzata oltre i limiti della concessione
Nel corso degli accertamenti condotti lungo il litorale, i militari avrebbero riscontrato che il titolare dello stabilimento aveva occupato diversi metri quadrati di spiaggia pubblica oltre quelli autorizzati dalla concessione demaniale marittima in suo possesso.
L’occupazione sarebbe stata realizzata attraverso l’allestimento di un’area destinata ad attività ludico-ricreative che, secondo quanto accertato dalla Guardia costiera, aveva sottratto alla libera fruizione un tratto di arenile di circa 673 metri quadrati.
Il titolare ha provveduto nell’immediatezza a sgomberare l’area, rimuovendo le attrezzature posizionate oltre i limiti autorizzati. Il terreno demaniale è stato quindi restituito alla pubblica fruizione.
Il deferimento e gli indennizzi
Al termine degli accertamenti, il responsabile dello stabilimento è stato deferito alla Procura della Repubblica di Crotone per diverse ipotesi di reato.
È stato inoltre interessato il Comune territorialmente competente, al quale sono attribuite le funzioni di gestione del demanio marittimo, affinché proceda alla quantificazione e alla successiva riscossione degli indennizzi dovuti per l’occupazione contestata.
I controlli proseguiranno in stretto raccordo con la Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio, con l’obiettivo di contrastare le condotte illecite che sottraggono alla collettività beni appartenenti al demanio marittimo dello Stato.
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