Chiusura del pronto soccorso di Isili, i sindacati: “Crisi strutturale, servono soluzioni”
Isili
L’intervento di Uil Fp Sardegna e Usb Sanità
La chiusura del Pronto soccorso di Isili per l’intera giornata di oggi – 4 luglio – per criticità organizzative relative alla carenza di medici riaccende il dibattito sulle condizioni della sanità sarda.
A intervenire è la Uil Fp Sardegna, che sostiene di aver già segnalato nei giorni scorsi il rischio di gravi criticità nella rete dell’emergenza-urgenza dell’Isola.
Per il sindacato, quanto accaduto nel presidio del Sarcidano rappresenta un segnale preoccupante, soprattutto per i territori interni, caratterizzati da servizi già ridotti e da una popolazione mediamente più anziana. La Uil Fp teme che situazioni analoghe possano interessare anche altre strutture sanitarie regionali.
Nel documento diffuso oggi, l’organizzazione sindacale denuncia una situazione sempre più difficile negli ospedali sardi, tra carenza di personale, insufficienza di posti letto e crescenti difficoltà organizzative. Critiche anche per il ritardo nella piena operatività delle Case e degli Ospedali di comunità previsti dalla riforma dell’assistenza territoriale.
“Servono interventi immediati e risposte concrete” sostiene la Uil Fp, che invita la Regione a mettere in campo azioni efficaci per garantire servizi adeguati ai cittadini e migliori condizioni di lavoro agli operatori sanitari.
Secondo il sindacato, senza un cambio di passo il sistema sanitario regionale rischia di aggravare ulteriormente le proprie criticità, con ripercussioni dirette sull’assistenza nei territori più fragili dell’Isola.
Sulla chiusura del Pronto soccorso dell’ospedale di Isili interviene anche Gianfranco Angioni, referente regionale dell’Usb Sanità.
“Questa è la dimostrazione plastica di come la gestione dell’emergenza-urgenza sia stata un gigantesco bluff, un “tampone” senza una soluzione reale per risolvere il problema alla radice”denuncia Angioni. “Siamo alle solite, senza personale stabile non si tiene in piedi nulla, è un fatto matematico. E invece cosa abbiamo avuto? Soluzioni di facciata, interventi spot, rinvii continui, fino a far esplodere questa bomba sociale”.
Angioni non usa mezzi termini: “Oggi Isili è il simbolo di una crisi strutturale che ha sacrificato i cittadini sull’altare della miopia politica e gestionale. È un’offesa intollerabile, soprattutto per le comunità interne e periferiche, spogliate dei diritti più elementari.
Le conseguenze sono drammatiche e immediate: “Tempi d’attesa infiniti, rischi enormi per malati fragili, anziani, cronici, e il sistema sanitario che si sgretola pezzo dopo pezzo”.
Secondo Angioni, “trasferimenti verso strutture lontane, sovraffollamento di altri Pronto Soccorso, disuguaglianze devastanti: tutto questo è frutto di una programmazione inesistente e irresponsabile”.
“Non siamo più disposti ad accettare queste finte risposte” urla Angioni, “non vogliamo altre toppe, altri rattoppi precari. Quello che serve sono assunzioni vere, stabilizzazioni reali, un cambio di passo radicale. Senza questo, il sistema continuerà a crollare, e a pagare saranno sempre i cittadini” conclude con rabbia.
L’ Usb Sanità lancia allora un appello chiaro e duro: “Basta con i proclami vuoti, basta con i ringraziamenti ipocriti. O si agisce con coraggio e serietà o il disastro annunciato di Isili sarà solo l’inizio di una tragedia sanitaria ben più vasta”.
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