Chico Forti ottiene la semilibertà: uscirà dal carcere di Montorio
Chico Forti ha ottenuto la semilibertà. Lo ha deciso oggi il Tribunale di sorveglianza che ha dunque accolto la richiesta presentata dai legali dell’ex imprenditore trentino in carcere da 26 anni per l’omicidio di Anthony Dale Pike, ucciso a Miami nel 1998. Delitto per cui Forti, anche durante i 24 anni di prigionia negli Stati Uniti, si è sempre dichiarato innocente. Forti potrà uscire dal carcere veronese di Montorio per poi farvi ritorno solo per la notte. L’anno scorso i difensori di Forti avevano avanzato richiesta di libertà condizionata che venne respinta per “mancato ravvedimento e risarcimento” anche dalla Cassazione.
La semilibertà ottenuta oggi da Forti rappresenta il primo passo per chiedere la libertà condizionale. L’udienza è già stata fissata per il 24 febbraio del prossimo anno. L’uomo, rientrato in Italia due anni dopo una lunga trattativa diplomatica portata avanti dal governo, attualmente usufruisce della possibilità di svolgere attività di volontariato esterne al carcere per circa 40 ore.
A maggio del 2024 Forti era tornato in Italia, e ad attenderlo in aeroporto c’era Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio, dopo essersi intrattenuta con l’ex imprenditore trentino, aveva commentato: “Fiera del lavoro del governo italiano”. Pochi giorni dopo, intervistato dal carcere da Bruno Vespa, Forti aveva dichiarato: “Sia a Rebibbia sia a Verona mi hanno trattato come un re“. Qui l’intervista a Marco Strano, investigatore e psicologo, convinto della colpevolezza di Forti e sul cui caso ha scritto un libro.
Nel marzo di quest’anno una prima brutta notizia per Forti: secondo i giudici della Cassazione deve restare in carcere poiché non si è pentito e non ha mai pensato di risarcire la famiglia della vittima. “Mancato ravvedimento interiore e mancato risarcimento ai familiari della vittima” scrivono. Ora, invece, la decisione del Tribunale di sorveglianza. Va specificato che la giornata di Forti, rispetto agli ultimi mesi, non cambierà granché: come anticipato, dal dicembre dello scorso anno svolge infatti 40 ore settimanali di volontariato presso un’azienda agricola veronese, uscendo al mattino dal carcere di Montorio, per rientrare la sera, cosea che continuerà a fare in regime di semilibertà.
Forti, che è difeso dagli avvocati Alessandro Favazza, del foro di Verona, e da Carlo Dalla Vedova, del foro di Roma, auspica di poter andare a trovare molto più spesso la madre, che vive a Trento. Dal punto di vista giudiziario, si attende la decisione sulla libertà condizionale.
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