Chi sono gli stranieri che (forse) saranno redistribuiti
Sono 94 le famiglie attualmente ospitate a Bolzano che rientrano nel piano di redistribuzione verso i Comuni altoatesini. Sempre che il progetto acceleri veramente. È quanto emerge dalla risposta dell’assessora provinciale Rosmarie Pamer a un’interrogazione consiliare della Süd-Tiroler Freiheit sullo status giuridico e la provenienza delle persone coinvolte nel progetto. Secondo i dati forniti dalla Provincia, si tratta di nuclei familiari composti in media da 3 o 4 persone, considerando come famiglia anche un solo genitore con uno o più figli. Le persone provengono da un quadro geografico molto eterogeneo: Afghanistan, Azerbaigian, Colombia, Kosovo, Georgia, Iraq, Nigeria, Pakistan, Perù, Turchia, Cuba ed Eritrea .
Un elemento centrale chiarito dalla risposta riguarda lo status delle persone coinvolte. La Provincia precisa infatti che le famiglie destinate all’accoglienza nei Comuni hanno già concluso positivamente l’iter per il riconoscimento della protezione internazionale. Si tratta quindi di rifugiati riconosciuti, persone con protezione sussidiaria o, in alcuni casi, con protezione speciale, forma che consente la permanenza in Italia per ulteriori due anni quando un’espulsione contrasterebbe con obblighi costituzionali o internazionali.
Per quanto riguarda l’accoglienza, le abitazioni dovranno essere dotate di attrezzature essenziali, cucina e arredi, e risultare adatte a un utilizzo stabile da parte di una famiglia. La Provincia apre anche alla possibilità che privati mettano a disposizione immobili, con condizioni che saranno stabilite dai singoli Comuni. Se un Comune non fosse in grado di garantire alloggi, è prevista la collaborazione tra più amministrazioni all’interno della stessa comunità comprensoriale, purché venga raggiunto il numero complessivo richiesto.
La permanenza prevista è di due anni, con compartecipazione economica delle famiglie e possibilità di proroga in caso di percorso di integrazione positivo. In caso di rifiuto immotivato del trasferimento, invece, decadrebbe il diritto al sostegno e le persone uscirebbero dal progetto.
✍️ Alan Conti




