Umbria

C’è una campana in Umbria che non suona e non deve suonare

A San Giustino c’è una campana che non suona. Si trova nella piccola chiesa di Santa Maria di Pescio, conosciuta anche come Madonna della Neve, ed è un’opera singolare perché è stata progettata proprio senza voce. Non è quindi una campana tradizionale, ma un oggetto simbolico pensato per invitare al silenzio, all’ascolto e alla riflessione.

L’idea è dell’ingegnere tifernate Giovanni Cangi, storico e studioso delle tradizioni del territorio, ed è stata realizzata dall’artista del ferro Alberto Alunni. La campana è stata concepita come una sorta di «ottava nota»: non un suono, ma il silenzio che completa tutti gli altri e richiama l’attenzione su ciò che normalmente non si ascolta.

Anche la sua forma contiene un significato legato alla storia della chiesa. L’ombra marcata sul lato sinistro richiama l’orientamento della costruzione romanica, il cui asse è rivolto verso il punto in cui sorge il sole al solstizio d’inverno. Il lato meridionale, raggiunto dalla luce del sole, rappresenta la vita, mentre quello settentrionale, più buio, richiama simbolicamente la morte e il peccato. È proprio sul lato nord che, secondo un’antica tradizione canonica, veniva collocato il fonte battesimale.

La «campana muta» diventa così un piccolo monumento al silenzio e alla memoria del luogo. Un’opera contemporanea che utilizza la storia, l’architettura e la simbologia della chiesa che abilita a una interpretazione possibile: c’è modo e maniere di fare rumore, come c’è modo e maniere di fare suono.

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