Calabria

Catanzaro, l’allarme dei residenti di Cavita: «Basta degrado, servono interventi urgenti»

Una raccolta firme per chiedere risposte immediate e interventi non più rinviabili. È l’iniziativa promossa dai residenti di via Antonio Manganelli e via Barlaam da Seminara, nel quartiere Cavita, per denunciare le gravi criticità che interessano viabilità, igiene urbana, manutenzione del manto stradale e sicurezza dell’area.

A sollevare il caso sono numerosi cittadini del quartiere a nord della città, che si sono mobilitati spontaneamente per richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale e degli enti competenti su una situazione di disagio ormai cronica, più volte segnalata e ancora priva di soluzioni concrete. Via Antonio Manganelli non è una semplice strada di collegamento, ma un’area residenziale in cui vivono circa 150 famiglie: un quartiere nel quartiere che chiede attenzione, cura, programmazione e pari dignità rispetto al resto della città.

I residenti denunciano l’assenza di interventi ordinari e straordinari di manutenzione, fatta eccezione per “sporadiche attività di diserbo, effettuate al massimo una volta l’anno”.

«Nonostante i precedenti sopralluoghi effettuati da diversi consiglieri comunali, ai quali è stato mostrato lo stato dei luoghi, a tutt’oggi si registra la totale inerzia dell’Amministrazione, con un progressivo e intollerabile peggioramento della sicurezza stradale e dell’igiene pubblica. A destare forte preoccupazione sono le condizioni del manto stradale e il restringimento della carreggiata in un tratto interessato da un cantiere fermo da anni, con un ripristino provvisorio che limita la piena fruibilità della strada e aumenta i rischi per automobilisti e pedoni».

Particolare allarme riguarda inoltre il bivio che collega via Manganelli alla strada principale. «Negli anni scorsi abbiamo chiesto la messa in sicurezza dell’incrocio – spiegano i residenti – ma, nonostante la pericolosità del tratto, dove nel tempo si sono verificati numerosi incidenti a causa della scarsa visibilità e della presenza di una curva a gomito, nulla è stato fatto». Tra le situazioni più gravi vi è anche una strada chiusa dal 2018, dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco che ne hanno disposto l’interdizione per la pericolosità di un muro di recinzione realizzato in blocchetti di cemento, segnato da numerose lesioni e cuspidi aperte. Da allora, le transenne continuano a impedire il passaggio di auto e pedoni, aggravando i disagi e mantenendo irrisolto un problema che incide sulla sicurezza e sulla viabilità interna. Non meno preoccupante è la presenza di grate metalliche per la raccolta delle acque piovane divelte e distaccate dal telaio di sostegno, segnalate soltanto con una transenna di recupero e un cartello di pericolo. A ciò si aggiunge un tombino divelto e non adeguatamente segnalato, che rappresenta un serio rischio soprattutto per i bambini che frequentano l’area. «Chiediamo al sindaco Nicola Fiorita, all’assessore all’Igiene e ai Lavori pubblici e al prefetto un intervento immediato e risolutivo – concludono i residenti –. Servono azioni concrete per la viabilità, un piano periodico di pulizia e manutenzione e una presa in carico complessiva delle criticità segnalate. Il quartiere a nord della città ha diritto a sicurezza, decoro e dignità: non può continuare a essere considerato di serie B».


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