Basilicata

Assalto al bancomat di Marsicovetere: arrestato 30enne pugliese

Assalto al bancomat di Marsicovetere: arrestato 30enne pugliese. Era il 27 dicembre del 2025  quando con un ordigno avevano sventrato lo sportello.


MARSICOVETERE (POTENZA)- È stato arrestato a Cerignola il 30enne ricercato nell’ambito dell’inchiesta sull’assalto al bancomat di Marsicovetere, nel Potentino, avvenuto nel dicembre dello scorso anno. Secondo gli investigatori, avrebbe fatto parte del gruppo che fece esplodere lo sportello Atm e fuggì dopo il colpo. L’uomo, catturato il 29 giugno scorso, si era sottratto alla cattura a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 22 giugno dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza. Il ricercato è stato associato presso la Casa Circondariale di Foggia. L’arresto rappresenta l’atto conclusivo di una serrata e articolata attività d’indagine condotta sul campo dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Viggiano.

I fatti risalgono alla notte del 27 dicembre del 2025, quando un gruppo criminale organizzato ha assaltato la filiale della Banca Monte dei Paschi di Siena a Marsicovetere. I malviventi, agendo con volto travisato, hanno utilizzato un ordigno esplosivo artigianale (la cosiddetta “marmotta”) per sventrare lo sportello Atm, impossessandosi di circa 4.670 euro e provocando ingenti danni strutturali all’edificio.

L’AUTO DATA ALLE FIAMME, L’INSEGUIMENTO CON I CARABINIERI E I CHIODI SULLA CARREGGIATA

Per compiere l’assalto, la banda aveva preventivamente sottratto un’autovettura sul posto, successivamente data alle fiamme durante la fuga per tentare di cancellare gli indizi. Subentrati a bordo di una potente vettura di grossa cilindrata, i criminali sono stati intercettati e inseguiti dai Carabinieri della Stazione di Pignola. Nel tentativo di assicurarsi la fuga, i malviventi hanno ingaggiato una folle corsa in auto, seminando sulla carreggiata numerosi chiodi metallici a quattro punte. L’atto ha provocato la foratura degli pneumatici del mezzo di servizio dell’Arma, mettendo a grave repentaglio l’incolumità dei militari.

Il successo dell’operazione, culminato nell’assicurare alla giustizia il 30enne, risiede nella tempestiva attività di indagine condotta dalla Compagnia di Viggiano, che ha interpretato ed applicato in maniera impeccabile, e con lodevole spirito d’iniziativa, le direttive della Procura. L’Autorità Giudiziaria ha infatti assunto la spinta propulsiva delle indagini sin dalle prime battute, coordinando i successivi sviluppi interregionali e indirizzando le strategie di ricerca tanto che, nonostante l’adozione da parte della banda di meticolose e sofisticate cautele operative per garantirsi l’anonimato e perdersi nei territori limitrofi, la rete investigativa tesa dagli inquirenti ha permesso di chiudere il cerchio.

ARRESTATO PER L’ASSALTO AL BANCOMAT DI MARSICOVETERE: LA RICOSTRUZIONE DEGLI INQUIRENTI E LE ACCUSE DI RAPINA AGGRAVATA E VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE

Una certosina attività di ricostruzione dei movimenti e lo sviluppo di riscontri acquisiti sul territorio – operati nel più stretto riserbo e con una visione d’insieme coordinata e attenta – hanno consentito di raccogliere un quadro indiziario solido e inconfutabile a carico del soggetto. La solidità degli elementi raccolti dall’Arma e posti a fondamento della richiesta della Procura della Repubblica di Potenza, ha trovato pieno accoglimento nel provvedimento restrittivo del gip, che ha qualificato i fatti come concorso formale tra rapina aggravata e violenza a pubblico ufficiale, disponendo la custodia cautelare in carcere in ragione della caratura criminale emersa nonché della spregiudicatezza dell’azione.


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