Catanzaro, il processo lungo sedici anni sulla discarica di Alli non sarebbe neanche dovuto iniziare
Sedici anni per un processo (anzi due primo grado e appello) che non sarebbe neanche dovuto iniziare. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato l’incompetenza territoriale degli uffici giudiziari catanzaresi per l’inchiesta “Pecunia non olet” che nel 2011 aveva ricostruito i presunti illeciti nella gestione della discarica di Alli. A occuparsi del caso sarebbe dovuto essere il tribunale di Venezia. Come scritto dai giudici capitolini dalla dichiarazione di incompetenza territoriale «non possono che derivare conseguenze demolitorie delle sentenze di primo e di secondo grado». Quindi sono annullate senza rinvio le sentenze per l’imprenditore veneto Stefano Gavioli, del commercialista Paolo Bellamio e per Giancarlo Tonetto. Annullata senza rinvio la sentenza anche per l’allora commissario per l’emergenza ambientale in Calabria Graziano Melandri. Per quest’ultimo però, avendo rinunciato alla prescrizione, gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Venezia che dovrà valutare l’apertura di un nuovo fascicolo. A rimetterci sicuramente è il Comune di Catanzaro che sia in primo e in secondo grado si era costituito parte civile ottenendo il riconoscimento del danno. La sentenza della Cassazione comporta adesso l’eliminazione anche delle statuizioni civili.
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