Lazio

traffico paralizzato e viabilità deviata

Un boato sordo, il terreno che cede sotto il peso dei passanti e l’asfalto che si sbriciola, inghiottito dal sottosuolo. Torna l’incubo delle voragini nella Capitale, questa volta nel quadrante nord-ovest, dove una profonda cavità si è aperta improvvisamente nel cuore di via Boccea.

Il cedimento strutturale, avvenuto nella giornata di martedì 16 giugno, ha paralizzato una delle arterie stradali più importanti e trafficate del Municipio XIII, riaccendendo la rabbia e la psicosi dei residenti per lo stato di salute – sempre più precario – delle condotte e delle strade cittadine.

Il crollo è localizzato all’altezza del civico 506, in piena zona Casalotti. Le dimensioni dello sprofondamento hanno fatto scattare l’allarme immediato alle forze dell’ordine e ai tecnici comunali, costretti a transennare d’urgenza l’area per evitare che qualche automobile potesse finirci dentro.

Il “giallo” della perdita d’acqua e la gimkana tra i carrelli

All’origine dello smottamento, secondo i primissimi rilievi dei tecnici, ci sarebbe il più classico e letale dei copioni romani: una copiosa perdita d’acqua sotterranea.

Il flusso idrico, rimasto invisibile chissà per quanti giorni, ha letteralmente scavato e svuotato la terra sotto la strada, lasciando solo un sottile strato di catrame che alla fine è crollato come un castello di carte.

Un guasto insidioso che, a quanto si apprende, non è stato ancora del tutto arginato, costringendo gli ingegneri a rinviare la gettata di cemento definitiva a favore di più approfondite verifiche sulla tenuta del sottosuolo.

Nel frattempo, per evitare il blocco totale del quartiere e l’isolamento di Casalotti, la Polizia Locale e la protezione civile hanno dovuto inventarsi una soluzione d’emergenza tanto bizzarra quanto efficace: il traffico automobilistico è stato provvisoriamente deviato all’interno del parcheggio del supermercato situato a pochi metri dal cratere.

Una gimkana automobilistica tra i carrelli della spesa che ha permesso di non interrompere il flusso, ma che ha inevitabilmente generato code chilometriche e imbottigliamenti record durante le ore di punta.

Foto dal Comitato “Casalotti è Casa Mia”

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