Liguria

Case al mare e in montagna sequestrate a tre amministratori di un’ex azienda di commercio del caffè

Genova. Indebita percezione di erogazioni pubbliche e bancarotta fraudolenta: sono i reati per cui sono indagati i tre amministratori pro tempore di una società genovese a suo tempo attiva nel commercio all’ingrosso del caffè.

La guardia di finanza di Genova nelle ultime ore, su disposizione del tribunale del Riesame, ha eseguito un sequestro di 17 immobili in località di mare e montagna.

Nella fattispecie, i finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria (gruppo tutela economica – sezione reati societari e fallimentari) hanno sequestrato nella forma “per equivalente” appartamenti, box, cantine e magazzini a Genova, Moneglia, Prato Nevoso e all’Isola d’Elba, ma anche conti correnti e quote societarie della società

Nei giorni scorsi sono stati notificati agli indagati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari propedeutici alla richiesta di rinvio a giudizio.

Il provvedimento di sequestro è stato emesso sulla base di articolate indagini economico-patrimoniali coordinate dalla procura di Genova condotte a seguito della liquidazione giudiziale dell’azienda.

Dall’analisi di bilanci e conti correnti è emerso che la società aveva ricevuto 5,5 milioni di euro di finanziamenti garantiti dallo Stato, attraverso apposito fondo del Mediocredito Centrale, ottenuti sulla base di bilanci d’esercizio presentati negli anni. I bilanci, tuttavia, sono risultati inattendibili: era stato alterato il corretto valore delle rimanenze di magazzino.

Inoltre, nonostante la società versasse in stato di insolvenza fin dal 2014 con un passivo di circa 20 milioni di euro, gli amministratori avevano stabilito per loro stessi importanti compensi.

Pertanto, gli stessi, oltre al reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, dovranno rispondere anche di quello di bancarotta fraudolenta.




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