Caro gasolio e aiuti bloccati, stop alla pesca a Rimini. “Andare avanti così è impossibile”

Pescherecci fermi in porto a Rimini a fronte del mancato pagamento di contributi e crediti d’imposta da parte dello Stato. Da questa settimana le circa 25 imbarcazioni aderenti alla Cooperativa lavoratori del mare hanno sospeso l’attività di pesca, denunciando una situazione economica sempre più difficile da sostenere.
Come riportato dall’Ansa e da alcuni media locali, secondo quanto riferito dal presidente della cooperativa, Mauro Zangoli, le imprese attendono ancora l’erogazione del credito d’imposta legato al caro carburante e dei contributi relativi al fermo pesca del 2024 e del 2025. “Andare avanti, così, è praticamente impossibile”, ha dichiarato Zangoli.
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Secondo le stime della cooperativa, ogni imbarcazione vanta crediti compresi tra 13 mila e 42 mila euro. In particolare, tra 10 mila e 30 mila euro riguardano il credito d’imposta per i mesi di marzo, aprile e maggio, mentre tra 3 mila e 12 mila euro sono relativi ai contributi per il fermo pesca.
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A pesare sui conti delle imprese c’è anche il forte aumento del costo del carburante. Sempre secondo Zangoli, il prezzo del gasolio sarebbe raddoppiato in pochi mesi, passando da circa 60 centesimi al litro a 1,20 euro. Una situazione che ha già costretto molte imbarcazioni a ridurre le uscite settimanali da quattro a due.
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La protesta proseguirà per tutta la settimana. “Per quanto riguarda la prossima, da lunedì decideremo cosa fare”, ha spiegato ancora il presidente della cooperativa. La mobilitazione, inoltre, non riguarda soltanto Rimini ma coinvolge anche altre marinerie dell’Alto Adriatico.
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