Caro energia mette a rischio Ast

Il costo dell’energia fa paura alle famiglie, alla piccola e media azienda ed anche alla più grande industria dell’Umbria, Arvedi-Ast, considerata cruciale per le sorti economiche del Paese, che ha lanciato un forte allarme sulla produzione e sul futuro. Una preoccupazione raccolta dalla Giunta regionale che spinge a sua volta ad accelerare la riconvocazione del tavolo dell’Accordo di programma. “È quello lo strumento attraverso il quale istituzioni e azienda hanno assunto, con reciproci e dettagliati impegni, una responsabilità fondamentale nel tracciare il futuro produttivo e occupazionale del sito ternano”: lo ha afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Francesco De Rebotti, dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Arvedi-Ast Dimitri Menecali, sulla differenza dei costi energetici sostenuti dall’industria siderurgica italiana rispetto ai principali competitor europei.
Ad oggi, Arvedi Ast con oltre 2.550 lavoratori tra dipendenti diretti e somministrati, ai quali si aggiungono circa mille lavoratori delle imprese dell’indotto, rappresenta una delle principali realtà industriali e occupazionali dell’Umbria. Per garantire la continuità aziendale, il gruppo chiede dunque che vengano attuate con urgenza le misure già concordate nell’accordo di programma del 2025. In particolare, si sollecita l’accesso a una quota dell’energia idroelettrica prodotta dalla centrale di Galleto a prezzi competitivi, unito alla piena operatività del contributo per l’impiego del rottame inossidabile.
Senza interventi tempestivi su questi fronti, avverte l’azienda, si andrà incontro a scelte inevitabili che impatteranno sull’attività produttiva. Una vertenza che, sottolinea il gruppo, non riguarda soltanto il polo umbro, ma l’intera capacità dell’Italia di preservare settori industriali strategici e sostenere l’occupazione.
La presidente della Regione Stefania Proietti, condividendo la preoccupazione dell’azienda, ha già chiesto al ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso la convocazione di un Tavolo urgente proprio sulla produzione e dei costi energetici anche di verifica ufficiale ai sensi dell’articolo 9 dell’Accordo di Programma (Monitoraggio degli interventi). Tale articolo istituisce il Comitato Esecutivo con il compito di verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti e monitorare il costante rispetto degli impegni. Poiché l’articolo 9 stabilisce esplicitamente che il Comitato Esecutivo è presieduto dal rappresentante del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, spetta al MIMIT esercitare la responsabilità della convocazione straordinaria dell’organismo.
Necessario quindi che il confronto entri rapidamente in una fase operativa. “Il punto non è chiedere condizioni di favore per Ast – concludono gli assessori De Luca e De Rebotti – ma mettere l’azienda nelle condizioni di competere in un mercato europeo nel quale oggi esistono differenziali di costo energetico molto significativi. Se vogliamo salvaguardare produzioni, mercati e occupazione, dobbiamo affrontare questo tema con strumenti concreti e con una visione di medio-lungo periodo”. In questo quadro, secondo gli assessori regionali, il tavolo dell’Accordo di programma deve tornare a essere la sede nella quale verificare gli impegni assunti e individuare, insieme al Governo e agli altri soggetti coinvolti, le soluzioni necessarie. La Regione è pronta a fare la propria parte e a portare con determinazione il tema sui tavoli nazionali”.
L’obiettivo, secondo la Regione, deve essere quello di creare le condizioni affinché gli investimenti già programmati e realizzati possano tradursi in una prospettiva industriale solida e duratura per tutta l’Umbria. “Parliamo di un sito che rappresenta un patrimonio industriale strategico e di migliaia di lavoratori, diretti e dell’indotto. Per questo – concludono – non possiamo permetterci che un differenziale strutturale sul costo dell’energia finisca per compromettere la competitività conquistata sui mercati. Serve accelerare il confronto e serve farlo adesso, dentro l’Accordo di Programma, con responsabilità e concretezza”.
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