Morto dopo 22 giorni l’anziano ferito a coltellate a Vibo per “rimuovere un animale nella pancia”: per la badante ora è omicidio
E’ morto in ospedale a Catanzaro Antonio Reggio, l’anziano professore in pensione di 87 anni, di Nicotera, ma residente a Vibo Valentia, accoltellato dalla badante ucraina il 19 agosto scorso. L’anziano era stato rinvenuto in gravi condizioni dalla polizia coperto di sangue all’interno della propria abitazione a Vibo Valentia. Alla a badante, una cittadina ucraina fermata nelle ore successive all’arrivo dell’anziano in ospedale, viene ora contestato il reato di omicidio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la badante avrebbe allestito una sorta di sala operatoria rudimentale nella camera da letto dell’anziano, ex professore di Filosofia e Storia al Liceo Classico di Vibo Valentia. Qui, ad avviso degli investigatori, gli avrebbe somministrato sostanze sedative e, dopo averlo addormentato, gli avrebbe praticato una lacerazione nella zona addominale utilizzando un coltello da cucina.
Il commosso ricordo del fratello Salvatore
“Mio fratello non c’è più. Ha lottato con tenacia contro la morte, con 2 ferite da accoltellamento, con 5 costole rotte ed anche con la clavicola rotta, dopo la brutale ed inaudita aggressione subita dalla propria badante nella sua propria casa. C’è dolore e tanta tristezza”. E’ quanto scrive sui social il fratello del prof Reggio, Salvatore.
“Ci consola il fatto che lascia una eredità notevole di valori di vita, di moralità ed impegno civile. Toto’, è stato, nella sua quarantennale attività di professore, un insegnante ed educatore di grande sensibilità, profonda ed empatica, e di una capacità di ascolto e dialogo, con tutti i suoi alunni e con tutti i giovani, di rara attenzione e partecipazione. Altro aspetto che ci lascia e’ la sua storia calcistica di grande n.1, per posizione e per parate spettacolari e plastiche. Simbolo della grande Polisportiva del suo paese, Nicotera, ma anche di altre grandi società calcistiche regionali. Corteggiato dal Catanzaro nella sua prima presenza in serie A che rinuncio’ per motivi di studio e per il diniego fatto da un centrocampista (Mazzitello), da lui segnalato, anch’esso di Nicotera. Ci lascia pure, cosa meno nota, i suoi primati, da discobolo, nelle gare studentesche regionali e nazionali, di lancio del disco. Di questa disciplina fu per diversi anni, da esterno, lui era universitario, preparatore ed allenatore di un gruppo di ragazze liceali del Liceo Classico di Nicotera che conquistarono anch’esse medaglie di vittorie nel lancio del disco, nelle olimpiadi regionali. Una figura bella, nei valori della famiglia, degli affetti, delle amicizie e nel rispetto delle persone. Riposa in pace, caro nostro fratello Toto’. Grazie di tutto!”.
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