Carcere di Perugia, tenta di aggredire un detenuto con una lama nascosta dietro la schiena

Ha tentato di aggredire un altro detenuto con una lama artigianale lunga 16,5 centimetri nascosta dietro la schiena ma è stato fermato dalla polizia penitenziaria. Per un detenuto algerino di 33 anni, accusato di porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere, il pubblico ministero Domenica Favasuli ha chiesto questa mattina una condanna a sei mesi di reclusione nel processo in corso davanti al tribunale di Perugia. I fatti risalgono al 10 gennaio 2024 e sono avvenuti nel carcere di Capanne.
L’aggressione sventata L’episodio è avvenuto nella terza sezione del reparto circondariale. Il detenuto, trasferito poco prima dalla sezione di prima accoglienza, aveva chiesto a un agente della polizia penitenziaria di poter effettuare un saluto nelle celle dalla numero 10 alla 25. Gli agenti si erano però accorti che stava cercando una persona in particolare. Un ispettore – è la ricostruzione – lo ha quindi seguito senza farsi notare. Arrivato davanti alla cella numero 23, dove si trovava il detenuto che avrebbe voluto aggredire, l’uomo aveva portato una mano dietro la schiena, come per estrarre qualcosa.
L’intervento L’ispettore era intervenuto immediatamente, bloccando e allontanando il detenuto dalla cella. La successiva perquisizione aveva consentito di recuperare una lama rudimentale che l’uomo teneva nascosta dietro la schiena. Gli agenti avevano poi esaminato le immagini dell’impianto di videosorveglianza per ricostruire l’accaduto.
L’arma Secondo il verbale di sequestro redatto dalla polizia penitenziaria si trattava di una lama metallica artigianale lunga complessivamente 16,5 centimetri, di cui 8,5 di lama e otto di impugnatura, realizzata con plastica nera ricavata da una bomboletta di gas venduta all’interno dell’istituto penitenziario. Al momento del sequestro, il detenuto aveva dichiarato agli agenti: «Sì, la lama era addosso a me ma non l’ho usata, confermo che è la mia».
Il processo La Procura di Perugia ha contestato all’imputato di aver detenuto e portato nascosta sulla propria persona la lama rudimentale con l’obiettivo – riportato nel capo d’imputazione – di procurare lesioni a un altro detenuto. Il procedimento è arrivato davanti al tribunale di Perugia dopo le indagini coordinate dal pubblico ministero. Questa mattina la rappresentante dell’accusa, Domenica Favasuli, ha sollecitato una condanna a sei mesi di carcere.
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