Sardegna

Caos Abbanoa a Nuoro: PPN non vota e denuncia il “diktat” della Regione sulla gestione idrica

SCELTA DI RESPONSABILITÀ – La comunità politica di Progetto per Nuoro rompe il silenzio sulla mancata partecipazione al voto in Consiglio Comunale riguardo la delibera su Abbanoa. Una decisione definita “coerente e responsabile” da Lisetta Bidoni, nata dall’impossibilità di avallare un’operazione complessa senza il necessario approfondimento. “L’acqua è un bene pubblico e tale deve rimanere”, ribadisce il gruppo, sottolineando come la proposta del 20 aprile non abbia sciolto i dubbi sulla restituzione degli aiuti di Stato e sul mutamento dell’assetto azionario.

LE CRITICITÀ DEL METODO – Sotto accusa è finito soprattutto il metodo adottato per la convocazione del Consiglio. Progetto per Nuoro lamenta un preavviso risicato e il totale mancato coinvolgimento delle commissioni consiliari. “Votare no avrebbe rischiato di aprire alla gestione privata, votare sì avrebbe significato giustificare il colpevole ritardo della Regione”, spiegano dal gruppo. La mancanza di una fase dibattimentale approfondita ha spinto gli esponenti di PpN a non partecipare alla votazione, rivendicando il diritto a un’informazione tempestiva per esercitare un mandato trasparente.

UN FALLIMENTO LUNGO VENT’ANNI – La nota di Lisetta Bidoni ripercorre le tappe di una crisi che parte dal 2005. Nonostante la nascita di Abbanoa dovesse superare la frammentazione gestionale, il mancato adeguamento delle tariffe e il ripianamento delle perdite hanno generato un debito di circa 800 milioni di euro. Il gruppo punta il dito contro il ruolo ambiguo di Regione e Comuni, contemporaneamente controllori e controllati, che non sono riusciti a rendere efficiente il servizio.

IL RISCHIO PRIVATIZZAZIONE – Il ritardo accumulato dalla precedente Giunta Solinas ha portato oggi a un vicolo cieco. Il diktat dell’Europa impone la scadenza anticipata della gestione al 31 dicembre 2025, con il rischio concreto di una gara internazionale. “Non si può chiedere a un gruppo serio di votare, a tre giorni dall’assemblea dei soci, un’operazione con troppe zone d’ombra”, conclude la nota, ribadendo che solo una gestione pubblica oculata può garantire efficienza e qualità per un servizio essenziale come quello idrico.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »