Molise

Campobasso si prepara per la festa di San Giorgio: “Fede e folklore, culto e storia di una città in cammino” | isNews

Il messaggio del parroco don Di Nardo in occasione della ricorrenza del Patrono


di don Luigi Di Nardo

CAMPOBASSO. Cari fedeli e cittadini di Campobasso, anche quest’anno, nella pienezza del tempo pasquale, tutta la città, fedeli, autorità e cittadini, si ritrovano nella chiesa a lui dedicata per onorare S. Giorgio. Con un senso spirituale più intenso, arricchito dai festeggiamenti civili, ravviviamo l’entusiasmo con cui i nostri padri hanno tributato a san Gorgio una venerazione plurisecolare, sotto la cui protezione, hanno posto la città difendendola dagli assalti del nemico guerriero. 

La celebrazione della festa vuole essere esperienza vissuta che si rinnova annualmente. In questa circostanza ogni fedele ha l’occasione di verificare il proprio cammino di fede e di vita cristiana in un clima di accoglienza e di condivisione.

Fede e folklore, culto e storia di una città che si mette in cammino per rendere omaggio a San Giorgio Martire, da secoli benevolo protettore di un popolo che sa mantenere vive le antiche tradizioni. Ritrovarsi in questi giorni, senza il bisogno di lasciare la città, può infondere in tutti noi pace, serenità e gioia, aiutandoci a superare i problemi di ogni giorno. Questo perché il nostro Santo Patrono ci invita, con le sue gesta eroiche di santità e di coraggio, ad avversare quegli imperialismi che, un po’ in tutto il mondo, soffocano le aspirazioni per una convivenza pacifica e serena.

Ci sprona papa Leone: “Il mondo ha sete di pace: ha bisogno di una vera e solida epoca di riconciliazione, che ponga fine alla prevaricazione, all’esibizione della forza e all’indifferenza per il diritto. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, di distruzioni, esuli!”. Una forza in più viene da chi coltiva la fede e scorge nella vita di san Giorgio quel segno sublime che è l’amore per il Signore, testimoniato fino all’effusione del sangue. Legati da un devoto vincolo di affetto dobbiamo radicare la nostra vita sul terreno fertile del Vangelo e produrre frutti di amore evangelico. 

Ai nostri giorni non è facile coltivare e vivere le virtù evangeliche perché viene richiesto di andare contro corrente di fronte a una cultura neopagana in cui non c’è posto per Dio e per il suo annuncio. San Giorgio ci insegna che non bisogna indietreggiare o alzare le mani davanti a usi e costumi in cui si ha il gusto malevolo di dissacrare tutto. È necessario nutrirsi di vangelo, dissetarsi alla sorgente della Grazia sull’esempio vivo del santo protettore.

Dopo questa breve riflessione su come dobbiamo prepararci alla festa, colgo anche l’occasione per ringraziare quanti si prodigano volontariamente e generosamente per l’organizzazione degli appuntamenti religiosi e civili. Buona festa a tutti!


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