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Buonfiglio a Malagò: “Un conto è essere amici, un altro essere complici” – Calcio

Lo scontro politico tra Coni e Federcalcio s’incendia. All’Olimpico, prima che Roma e Inter animassero la sfida scudetto, Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, ha graffiato Malagò: «A volte ho paura che si prenda l’educazione per debolezza». Una replica all’attacco di Malagò, che in mattinata aveva scelto Fenix, evento delle giovanili di Fratelli d’Italia, per denunciare il tentativo del Coni di commissariare la sua Federcalcio: «È stupefacente. La questione è esclusivamente di carattere personale e politica».

La risposta di Buonfiglio

Una ricostruzione che Buonfiglio però rigetta: «Quando sento parlare di fuoco amico, mi viene da dire: un conto è essere amici, un altro essere complici. Ho consultato l’intelligenza artificiale e ho scoperto che Malagò è il presidente del Coni che ha commissariato più federazioni, ben tredici. Il Coni è organo di controllo, se le cose non vanno come vorremmo non possiamo prendercela con l’arbitro: le frasi di Malagò mi sono sembrate un fallo di reazione, come quelli dell’Argentina nella finale dei Mondiali». Nel braccio di ferro, Malagò ha però tirato dentro anche la presidente del Consiglio, non a caso scegliendo come palco il suo giardino di casa: «Giorgia Meloni diceva sempre: lasciate decidere cosa vuole la gente. È giusto che una persona eletta con il 70% abbia questi problemi? Sono sotto attacco per una procedura elettorale in cui non solo non sono colpevole, ma addirittura vittima». Per Abodi però la questione è diversa: «Sono convinto che Malagò non abbia responsabilità, ma le regole valgono per tutti, e questo il presidente lo sa». Poi, una chiosa che è quasi un avviso ai naviganti: «Noi osserviamo. E mi auguro di non dover intervenire». Tradotto: se il Coni non commissaria la Figc, la politica è pronta a commissariare il Coni.


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