Bollette ancora in aumento per tre imprese su quattro

L’energia è diventata una componente strutturale della competitività delle micro e piccole imprese, non solo per il livello dei prezzi, ma soprattutto per la loro volatilità, che rende più difficile programmare l’attività e sottrae risorse agli investimenti. È quanto emerge dall’indagine Cna“Energia e piccole imprese”, su un campione rappresentativo di imprese di diversi settori produttivi. Il 78,2% delle imprese considera preoccupanti le conseguenze delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici e il costo dell’energia incide in misura rilevante sull’attività dell’84% degli associati.
“E’ evidente che la questione energetica non riguarda più solo i comparti tradizionalmente energivori, ma attraversa tutto il sistema delle micro e piccole imprese – è il commento di Fabio Mascagni, presidente Cna Arezzo – A preoccupare è soprattutto la persistenza del fenomeno”.
Nell’ultimo anno, per l’86,7% delle imprese è aumentato il livello di allarme legato ai costi energetici. Il 76,5% delle imprese dichiara di aver registrato un aumento della spesa energetica nell’ultimo semestre. Tra le aziende che hanno subito rincari, il 45,8% indica una crescita compresa tra il 10 e il 20% e il 19,1% segnala incrementi superiori al 20%. Quasi due imprese su tre hanno quindi sostenuto rincari superiori al 10%.
“L’effetto principale è la riduzione della marginalità aziendale: soltanto il 20,4% è riuscito a trasferire almeno in parte i maggiori costi sui prezzi praticati ai clienti – dichiara il presidente Cna Arezzo – la crisi energetica non può più essere affrontata come un’emergenza temporanea. Le piccole imprese continuano a pagare bollette più elevate ma, nella maggior parte dei casi, non hanno la forza contrattuale per trasferire gli aumenti sui prezzi. Assorbono i rincari riducendo i margini e, di conseguenza, le risorse disponibili per investire, innovare e creare occupazione”.
“Fotografare le difficoltà serve per costruire proposte sui bisogni reali delle imprese. Porteremo a livello nazionale questi risultati al confronto con Governo e Parlamento. La politica energetica deve riconoscere la specificità del sistema produttivo e prevedere strumenti realmente accessibili alle micro e piccole imprese. Servono maggiore trasparenza del mercato, misure capaci di ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi e interventi strutturali, non provvedimenti episodici adottati soltanto nelle fasi di emergenza”.
Per Cna è necessario superare una politica energetica affidata prevalentemente a interventi congiunturali. L’energia influenza ormai la redditività, le decisioni di investimento e le prospettive di crescita delle imprese. Garantire condizioni di approvvigionamento competitive e prevedibili deve diventare una componente centrale della politica industriale.
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