Abruzzo

Bufale e allarmi ingiustificati per il caso meningite, le precisazioni della Asl e della palestra frequentata dal paziente: “Sempre agito con correttezza”

Voci incontrollate e caos in merito alla notizia del giovanissimo di Chieti colpito da meningite e ricoverato all’ospedale di Pescara; un caso sorto in concomitanza con quello di una donna di Pescara deceduta a causa di un altro ceppo della malattia. Come già precisato dall’azienda sanitaria, i due episodi non sono collegati. 

Quel che è certo che gli uffici competenti le due Asl coinvolte – quella teatina, in quanto il 15enne si è rivolto inizialmente al pronto soccorso del Santissima Annunziata e quella pescarese – si sono occupati del tracciamento dei contatti del paziente, allertando chiunque avesse potuto incontrarlo di sottoporsi alla profilassi del caso. 

Tuttavia, a un certo punto la comunicazione ha avuto un corto circuito, con voci, messaggi e allarmi incontrollati – e spesso infondati – sui due casi. Al punto che, nella tarda mattinata di mercoledì 8 aprile, la Asl di Pescara ha diffuso un comunicato per fare chiarezza e smentire le bufale.

“In relazione alle notizie diffuse attraverso i social media e WhatsApp – si legge si precisa che i due casi di meningite recentemente segnalati e oggetto di attenzione mediatica (quello del 15enne di Chieti e quello della donna deceduta, ndc) sono distinti e non tra loro correlati. Per entrambi i casi sono state tempestivamente attivate, da parte del Servizio di igiene e sanità pubblica (IeSP), le procedure previste dai protocolli ministeriali per l’individuazione dei contatti stretti e l’eventuale attivazione delle misure di profilassi nei soggetti effettivamente esposti”.

“In particolare – puntualizza l’azienda sanitaria – il riferimento alla palestra Audacia di Pescara riguarda esclusivamente uno dei luoghi frequentati dal ragazzo colpito da meningite – la cui prognosi è stata sciolta ieri – attualmente ricoverato a Pescara e residente a Chieti, individuati nell’ambito della consueta inchiesta epidemiologica condotta dal Servizio di igiene e sanità pubblica. Al fine di evitare ingiustificati allarmismi, si sottolinea la piena correttezza del comportamento adottato dalla direzione della palestra Audacia, che ha collaborato tempestivamente con gli operatori sanitari attenendosi alle indicazioni ricevute e attivando con rapidità tutte le misure raccomandate, comprese le procedure di sanificazione degli ambienti, consentendo così la prosecuzione in sicurezza delle attività”.

Dalla Asl, una serie di informazioni importanti sulla meningite: “Si ricorda che il meningococco presenta una scarsa resistenza nell’ambiente esterno e sopravvive solo per poche ore. La trasmissione del batterio avviene esclusivamente attraverso contatti stretti, ravvicinati e prolungati con la persona infetta, tramite le goccioline di saliva. Per queste caratteristiche la contagiosità della malattia resta molto bassa. Si precisa inoltre che le comunicazioni diffuse dal Servizio IeSP nell’ambito delle attività di sorveglianza epidemiologica sono state rivolte esclusivamente ai medici di medicina generale coinvolti nella gestione dei contatti stretti e non costituiscono indicazioni di rischio per la popolazione generale. Si evidenzia infine che la misura preventiva più efficace è rappresentata dalla vaccinazione, che garantisce protezione individuale e contribuisce a ridurre la circolazione dei batteri responsabili delle meningiti, offrendo una protezione indiretta anche ai soggetti non vaccinabili per condizioni cliniche”.

Proprio la palestra Audacia, che ha una sede a Chieti e una a Pescara, è stata bersaglio di voci infondate. 

A commentare quanto accaduto è Sara D’Alessandro, titolare delle palestre Audacia Pescara e Chieti: “Provo grande amarezza nel vedere Audacia trascinata al centro di un clima di allarme che considero del tutto sproporzionato rispetto alla realtà dei fatti”, dice. “Una struttura che da dieci anni opera con serietà, trasparenza e senso di responsabilità verso i propri iscritti – aggiunge – si trova oggi esposta a una rappresentazione che sta producendo un danno pesante alla sua immagine e alla sua credibilità, senza che vi siano elementi tali da giustificare una simile esasperazione”.

“Audacia – rivendica D’Alessandro – ha sempre agito con correttezza, collaborando con le autorità competenti e attenendosi con rigore alle indicazioni ricevute. Lo abbiamo fatto fin dal primo momento, mettendo al primo posto la tutela delle persone, come è sempre stato nella nostra storia.
Per questo ritengo doveroso richiamare tutti a un senso di responsabilità: quando si parla di salute pubblica servono equilibrio, precisione e rispetto dei fatti. Alimentare ricostruzioni non fondate o toni allarmistici significa generare paura ingiustificata e colpire una realtà che ha sempre lavorato con assoluta trasparenza”.

“Continueremo a informare i nostri iscritti con chiarezza e correttezza, come abbiamo sempre fatto, affidandoci esclusivamente alle comunicazioni ufficiali e invitando tutti a fare altrettanto”, conclude la titolare. 

Già durante il fine settimana pasquale, la struttura sportiva aveva provveduto, secondo le indicazioni ricevute dalla Asl, a contattare tutte le persone che avevano frequentato la palestra nelle fasce orarie del giovanissimo ricoverato. La struttura, poi, era stata sottoposta a una sanificazione straordinaria che pure, come specificato dall’azienda sanitaria, non era indispensabile, dal momento che il meningococco non sopravvive sulle superfici, bensì si trasmette per via aerea.

Sara D'Alessandro, titolare della palestra Audacia

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