Calabria

Braccianti agricoli, storie di schiavitù in Calabria: vergogna che non tollera indifferenza

Oltre la cronaca c’è di più. Molto di più, purtroppo. Soltanto pochi giorni fa un uomo di 46 anni originario del Bangladesh è morto in località Coreca di Amantea, nel Cosentino, dopo essere stato investito da un furgoncino mentre percorreva in bici la Statale 18. Era un bracciante agricolo che andava a lavorare. L’11 gennaio due cittadini marocchini sono stati invece arrestati a Corigliano Rossano per estorsione e sfruttamento del lavoro di connazionali in condizioni di grave indigenza. A inizio ottobre sulla statale 598 di Fondovalle dell’Agri, nel territorio di Scanzano Jonico, nel Materano, quattro braccianti indiani sono morti e altri sei sono rimasti gravemente feriti. Erano in dieci in un’auto da sette posti che s’è schiantata frontalmente contro un tir. Vivevano in Calabria, a Corigliano Rossano, dove stavano tornando dopo aver lavorato nei campi di Scanzano. Duecento chilometri su strade molto pericolose e in condizioni di totale insicurezza. Non solo un dramma della strada, l’ennesima tragedia dell’immigrazione.
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