Cultura

“Boicottare i miei concerti? Come togliere i libri dagli scaffali”

Il chitarrista dei Radiohead, Jonny Greenwood, è tornato a parlare delle polemiche che hanno accompagnato la cancellazione dei concerti previsti nel 2025 con il musicista israeliano Dudu Tassa, paragonando il boicottaggio degli spettacoli alla rimozione di libri dagli scaffali. Le date britanniche del duo erano state annullate dopo proteste e segnalazioni di possibili rischi per la sicurezza legati alla campagna promossa dal movimento Boycott, Divestment and Sanctions. In una nota diffusa all’epoca, il BDS aveva contestato il coinvolgimento di Greenwood in eventi tenuti in Israele, accusando lui e Tassa di contribuire alla promozione culturale del Paese durante il conflitto in corso a Gaza.
Dopo l’annullamento dei concerti, Greenwood e Tassa avevano replicato con una dichiarazione congiunta, sostenendo che “intimidire i locali affinché cancellino i nostri concerti non aiuterà a ottenere la pace e la giustizia che tutti in Medio Oriente meritano”.

Ora, in un’intervista al quotidiano spagnolo El País, Greenwood è tornato sull’argomento rispondendo a chi gli faceva notare come il boicottaggio culturale degli artisti sudafricani fosse stato considerato da molti uno strumento importante nella lotta contro l’apartheid. “Sono un fan di molti film, scrittori e musicisti israeliani”, ha spiegato il chitarrista. “La musica che realizzo con Dudu recupera canzoni più antiche della maggior parte dei paesi che oggi sono in conflitto tra loro. Questo per me sarà sempre più importante”. Greenwood ha poi sviluppato ulteriormente il paragone con il mondo dell’editoria: “A Madrid ci sono librerie che vendono apertamente i romanzi di Amos Oz e lui era israeliano. Per me cancellare la musica equivale a togliere i libri dagli scaffali”.

Dopo la cancellazione delle date del 2025, Greenwood e Tassa non hanno annunciato nuovi concerti insieme. Il chitarrista si è concentrato soprattutto sulle sue attività come autore di colonne sonore e sugli impegni con i Radiohead. Anche il recente tour della band britannica è stato comunque oggetto di contestazioni da parte del movimento BDS, che ha invitato al boicottaggio dei concerti sostenendo che “la complicità deve avere delle conseguenze”.




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