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Board Gaza, Trump ritira invito a Carney. La Spagna si sfila

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Trump ottimista su Ucraina, “in Groenlandia possiamo fare ciò che vogliamo”

Donald Trump a tutto campo sull’Air Force One di ritorno da Davos: dalla Groenlandia all’Ucraina, dal Venezuela all’Iran, fino al Board of peace. “Possiamo fare operazioni militari, possiamo fare tutto ciò che vogliamo, e la cosa è in fase di negoziazione, vediamo cosa succede. Penso che andrà bene”. Di ritorno da Davos, Donald Trump ha parlato con i giornalisti a bordo dell’Air Force One dell’accordo sulla Groenlandia annunciato due giorni fa e assicurando che la Nato sarà coinvolta sul tema della sicurezza: “Lavoreremo tutti insieme…che è proprio come dovrebbe essere”. “C’è un buon entusiasmo per portare a termine qualcosa, e dobbiamo avere una grande libertà”, ha aggiunto il presidente americano, assicurando che tutti i Paesi sono d’accordo, compresa la Danimarca e ribadendo che gli Stati Uniti vogliono avere la possibilità di fare nell’isola ciò che hanno già pianificato di fare per garantire la propria sicurezza nazionale.

Secondo la stampa, l’accordo quadro vedrebbe un aumento della presenza della Nato nell’Artico, la rivendicazione della sovranità statunitense su alcune porzioni del territorio groenlandese e il blocco a potenziali avversari – come la Russia – dello sfruttamento delle risorse minerarie dell’isola. “Non avremo altre spese se non quella di costruire il Golden Dome. Costruiremo il Golden Dome e parteciperemo attivamente in questo progetto (l’accordo con la Nato, ndr), anche grazie al Golden Dome”, ha spiegato ancora.

White House Press Secretary Karoline Leavitt smiles at reporters as U.S. President Donald Trump arrives to take questions in the press cabin as he returns to Washington from the World Economic Forum (WEF) in Davos, Switzerland, aboard Air Force One, January 22, 2026. REUTERS/Jonathan Ernst

Trump, in viaggio verso Washington, ha poi confermato ai giornalisti di aver avuto numerose conversazioni sull’Ucraina, dichiarando che sia il presidente russo Vladimir Putin che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno espresso il desiderio di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra che dura da quasi quattro anni. Il presidente ha incontrato ieri a Davos il leader ucraino: “Ho avuto un buon incontro, ma ho avuto, sapete, numerosi incontri positivi con il presidente Zelensky… Non è che stiamo parlando di cose che sono state discusse per sei o sette mesi. E’ venuto e ha detto che voleva raggiungere un accordo. Perché non ne ero necessariamente sicuro. Penso che dovrebbe desiderane uno. È piuttosto difficile. È davvero difficile per il popolo ucraino”.

Allo stesso tempo, non crede che ad Abu Dhabi, questo weekend, i nuovi negoziati di pace trilaterali possano portare ad un accordo finale tra i due rivali in guerra. “Va bene ogni volta che ci incontriamo, va bene anche se non ci si incontra, non succederà nulla. Voglio dire, per i primi tre anni, nessuno si è incontrato sotto Biden. E sapete una cosa? Se non ci s’incontra, non succederà nulla. Quindi ci incontreremo e vedremo cosa succederà. Spero che potremo salvare molte vite”, ha detto. Trump è sicuro che Putin, a questo punto, farà delle concessioni per arrivare alla fine del conflitto, perché tutti le stanno facendo e dovranno continuare a farle, dice, compresa l’Europa. “Lo sto facendo più per l’Europa che per me – ha sostenuto – Lo faccio, innanzitutto, per salvare vite umane. Poi lo faccio per l’Europa. Il fatto è che questa guerra non ci riguarda più di tanto, a parte la perdita di vite umane, non ne siamo toccati. È a migliaia di chilometri di distanza. Siamo separati da un oceano”.

Sanchez, Spagna non aderirà a Board of Peace di Trump

Il primo ministro Pedro Sanchez ha annunciato che la Spagna non aderirà al Board of Peace per Gaza promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sanchez ha detto, al termine del Consiglio europeo straordinario a Bruxelles, che la decisione è per “coerenza”, sottolineando che l’iniziativa “è al di fuori del quadro delle Nazioni Unite” e “non ha incluso l’Autorità Nazionale Palestinese”.

Groenlandia, Lutnick: per gli Usa isola resta questione di sicurezza nazionale

Sulla Groenlandia “il punto è la sicurezza nazionale”. Così il segretario al Commercio americano, Howard Lutnick, intervistato da Repubblica. Quanto alla trattativa in corso: “C’è un framework (una cornice, ndr) e la Nato la sottoporrà a tutti i suoi membri, compresi i Paesi europei, che poi potranno venire a negoziare con noi. Ora dovete fare la domanda ai vostri leader”. L’ipotesi di imporre dazi sui Paesi che non si accorderanno con voi è ancora sul tavolo? “Nulla è sul tavolo e nulla è fuori dal tavolo. C’è una cornice”.


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