blitz della Finanza a Bracciano, sequestrata un’autocisterna
Un’autocisterna apparentemente quasi vuota per la carta bolla, ma carica fino all’orlo di combustibile “fantasma” sottratto alle casse dello Stato. Nel perimetro del litorale nord della provincia romana, il contrasto alle frodi nel settore energetico ha registrato un nuovo capitolo con il blitz dei militari della Guardia di Finanza, che a Bracciano hanno bloccato e posto sotto sequestro un carico di 1.820 litri di GPL di contrabbando e l’intero mezzo pesante impiegato per il trasporto.
L’operazione è scattata nell’ambito dei consueti controlli di pattugliamento sulle arterie di collegamento dell’area sabatina. Gli agenti hanno affiancato e fermato una cisterna appartenente a una società specializzata nel commercio e nella consegna di carburante per riscaldamento domestico, diretta verso il centro abitato di Manziana.
La trappola del documento d’accompagnamento: il carico décalé
A tradire il trasportatore sono state le palesi incongruenze emerse durante l’esame dei documenti fiscali di viaggio. Esibito il titolo d’acquisizione, la documentazione di bordo (eDAS) dichiarava la presenza nei serbatoi di appena 200 litri di gas di petrolio liquefatto.
Un quantitativo decisamente irrisorio rispetto alle capacità del veicolo e all’assetto del mezzo in marcia, che ha spinto i finanzieri ad approfondire immediatamente gli accertamenti.
Per scongiurare qualsiasi rischio di sicurezza e quantificare con esattezza il volume del carico, il pesante automezzo è stato scortato presso la sede di un operatore specializzato della zona. Qui, sotto la supervisione delle Fiamme Gialle, sono state eseguite le procedure tecniche di travaso e pesatura: l’esito della misurazione ha confermato la frode, rivelando un surplus non dichiarato di 1.820 litri di GPL “in nero”, pari a oltre nove volte la quantità indicata sui documenti.
Sequestro e denunce per la frode sulle accise
Constatata l’illecita detenzione del carburante non tracciato, i militari hanno fatto scattare i sigilli sia sulla partita di gas da contrabbando sia sull’autocisterna usata per la spedizione.
Per l’autotrasportatore alla guida e il legale rappresentante dell’impresa proprietaria — entrambi cittadini italiani — è formalmente scattata la denuncia a piede libero dinanzi alla competente Autorità Giudiziaria per la violazione del testo unico sulle accise, con l’ipotesi di reato di sottrazione all’accertamento e al versamento delle imposte sui prodotti energetici.
Gli investigatori stanno ora vagliando i registri contabili dell’azienda per ricostruire i canali di approvvigionamento della merce e rintracciare i destinatari finali della partita illegale.
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