Liguria

Bimba risucchiata in piscina: indagati per omicidio colposo anche il costruttore e l’installatore dell’impianto


Genova. Salgono a quattro gli indagati per la tragedia in cui ha perso la vita la piccola Alice Ferrari, la bambina di 11 anni morta a luglio dopo essere rimasta incastrata con i capelli nella pompa di aspirazione della piscina dei bagni Segesta a Sestri Levante.

Oltre ai titolari dei bagni (difesi dagli avvocati Angelo Paone e Claudio Zadra) sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo anche il costruttore del piccolo impianto e il tecnico che lo ha installato nel 2012. Si tratta del titolare di un’azienda di Cuneo e di un libero professionista di Sestri Levante, quest’ultimo assistito dall’avvocato Giovanni Roffo. Gli avvisi di garanzia sono stati inviati in vista dell’avvio della consulenza tecnica sulla piscina, che era stata sequestrata dai militari della capitaneria di porto subito dopo la tragedia.

Si tratta di un piccolo impianto con l’acqua alta solo 93 centimetri e lungo  circa 4 metri. Era stata installata come una sorta di piscina da idromassaggio che tuttavia – si apprende – non avrebbe mai veramente funzionato (nel senso che non produceva abbastanza ‘bolle’) e veniva quindi usata semplicemente per rinfrescarsi, soprattutto dai bambini.

Le operazioni peritali, che la Procura ha affidato alla specialista mantovana Rosanna Prola  cominceranno il 24 settembre dureranno 48 ore in modo da poter effettuare simulazioni e prove sulla potenza della pompa di aspirazione con la piscina vuota e poi piena .

La tragedia si era consumata il 18 luglio intorno alle 17. Alice stava nuotando nella piscina dello stabilimento, profonda circa un metro, quando si è immersa e non era più tornata in superficie: i suoi capelli erano stati risucchiati dalla pompa di aspirazione. La bambina era rimasta in acqua per un ultimo tuffo mentre i genitori si stavano preparando per lasciare lo stabilimento.

A liberare la bambina era stato proprio il titolare dei bagni, che si era tuffato dopo l’allarme lanciato da un ragazzino e aveva tagliato le ciocche riportando la piccola, ormai priva di conoscenza, in superficie. Portata d’urgenza all’ospedale Gaslini, era morta senza mai riprendere conoscenza. I genitori hanno scelto di donare gli organi. I famigliari della bimba, originaria della provincia di Bergamo, sono assistiti dall’avvocato Stefano Savi.




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