«Basta guerre tra partiti, bisogna collaborare»

Un passaggio di consegne all’insegna della collaborazione e della cooperazione: oggi, 16 settembre, Sergio Giordani ha passato il testimone della presidenza della Provincia a Daniele Canella, sindaco di San Giorgio delle Pertiche: «È il momento di passare le consegne. Ho avuto modo di lavorare insieme a Daniele per quattro anni; non solo con lui, ma con tutti gli altri dirigenti. Sono convinto che abbiamo fatto bene, insieme, e sono altrettanto convinto che farà un ottimo lavoro: ha competenze, è stato ed è un lavoratore eccezionale».
E continua: «Basta fare guerre tra i vari partiti: si fa danno al territorio. Sono sicuro che farà un’ottima presidenza. Solo una cosa gli auguro: che non faccia la stupidaggine, che è chiara, di chi dice “si fa così e basta”. E dopo la gente non lo fa più. Non è più campagna campagna elettorale, dove ognuno dice la sua stupidaggine: poi bisogna essere coerenti».
Il bilancio del suo mandato è pieno di riconoscenza verso i dirigenti con cui ha collaborato; non manca, però, una nota amara per quanto riguarda la legge Delrio, che da 12 anni regolamenta l’elezione del Presidente Provinciale: «I risultati in Provincia sono stati ottenuti con tanta collaborazione e impegno: abbiamo lavorato con 20 dirigenti solo e 100 persone nel finale, rispetto a prima, anni fa, che erano 600 persone. Come ho detto, la legge che regolamenta le Province non mi è mai piaciuta: nel Padovano ci sono 101 comuni per un territorio enorme, di quasi un milione di persone. Sarebbe da garantire agli elettori il diritto di definire chi sarà a guidarla. Per cui a poco a poco, con un po’ di fortuna, abbiamo finanziato con i fondi del Pnrr progetti: abbiamo sistemato tutte le scuole, le strade; ho trovato dirigenti eccezionali. Sono veramente soddisfatto».
Non manca uno sguardo alle persone con cui ha lavorato nei quattro anni appena trascorsi: «Mi ha commosso davvero l’affetto che ho ricevuto dalle persone con cui ho lavorato in questi anni: i dirigenti mi hanno regalato una cravatta, il personale mi ha regalato un portachiavi. Sono veramente commosso, non mi aspettavo niente di tutto questo. Per cui penso di aver fatto il mio dovere. Ho avuto la fortuna di trovare tante persone che mi hanno aiutato, a partire dalla mia, ma anche gli altri dirigenti. Ho sempre lavorato in maniera leale, corretta, mai avuto problemi. Devo ringraziare un po’ tutti. Quattro anni sono volati».
Per quanto riguarda il futuro politico di Sergio Giordani, il sindaco di Padova chiude con una battuta: «Mia moglie mi ha già detto di non stare a casa».
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