Lazio

«Basta discoteche nel Parco della Rimembranza»

Un parco storico consacrato alla memoria dei caduti non può trasformarsi in una discoteca a cielo aperto.

È il grido d’allarme sollevato da CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti, che ha formalmente richiesto a Roma Capitale, all’Assessorato all’Ambiente, al Municipio II ed alla Soprintendenza l’immediata revoca dell’autorizzazione per il DJ set in programma il prossimo 6 settembre a Villa Glori.

La mobilitazione dei cittadini trae origine dalle pesanti criticità già registrate in occasione della serata dello scorso 2 giugno, quando l’elevato afflusso di pubblico e la musica ad alto volume fecero tremare il quartiere, scatenando le vibrate proteste dei residenti e sollevando fondati timori per l’incolumità della fauna locale.

«Un’offesa alla storia ed un rischio per gli animali»

«Pensare di convertire Villa Glori in un club per eventi commerciali è inammissibile», dichiara Jacopa Stinchelli, presidente dell’associazione CURAA. «Parliamo di un Parco della Rimembranza, un luogo sacro legato alla storia risorgimentale e al ricordo dei Caduti. Anziché prendere atto delle denunce presentate dai Comitati dopo il 2 giugno, le istituzioni hanno addirittura concesso un prolungamento dell’orario per il 6 settembre. Un segnale di totale scontento verso i cittadini che vivono ed amano questo territorio».

Oltre al tema della memoria storica e del disturbo alla quiete pubblica, la protesta mette al centro la presenza del Centro Ippico ospitato all’interno del perimetro verde.

I cavalli, notoriamente sensibili ai picchi acustici ed alle frequenze basse e prolungate, rischiano forti stati di stress e spavento.

Le sei richieste alle istituzioni

Per frenare quella che i comitati definiscono una «mercificazione del patrimonio verde», l’associazione ha sintetizzato le proprie rivendicazioni in sei punti improrogabili:

Cancellazione immediata del party musicale del 6 settembre.

Moratoria sulle concessioni per concerti, rave e serate danzanti all’interno di Villa Glori.

Trasparenza totale, mediante pubblicazione degli atti e dei permessi relativi agli eventi autorizzati.

Verifiche sull’impatto acustico e ambientale provocato dai DJ set.

Valutazione del benessere animale, a tutela sia della fauna selvatica che dei cavalli della struttura equestre.

Definizione di Linee Guida rigide per impedire lo sfruttamento commerciale dei parchi storici della Capitale.

«Il 6 settembre l’evento va bloccatoconclude Stinchelli –. Villa Glori deve rimanere un’oasi di natura, raccoglimento e patrimonio pubblico, non un privée ad uso e consumo dell’intrattenimento privato».

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