Puglia

Barletta, sequestrati 111mila euro a sorvegliato speciale

Un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un valore di circa 111.000 euro è stato eseguito nei confronti di un sorvegliato speciale di Barletta. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica ed eseguito congiuntamente dalla Squadra Mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani, dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo (S.I.S.C.O.) di Bari e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Barletta.

L’operazione costituisce uno sviluppo delle indagini avviate a seguito della scomparsa di Michele Cilli, il ventiquattrenne di Barletta di cui si sono perse le tracce nel gennaio 2022. L’inchiesta sul delitto, maturato nell’ambito del controllo delle piazze dello spaccio locale, aveva progressivamente fatto emergere elementi relativi a una rete dedita al riciclaggio dei proventi illeciti e all’intestazione fittizia di beni.

Nel novembre 2025 le investigazioni avevano portato all’esecuzione di 16 misure cautelari personali nei confronti di soggetti di età compresa tra i 21 e i 57 anni (tra cui il responsabile dell’omicidio Cilli), indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione e impiego di utilità illecite. In quell’occasione gli inquirenti avevano già sottoposto a sequestro preventivo sei attività d’impresa nel comune di Barletta, tra cui cinque bar e una ditta d’ingrosso di prodotti surgelati.

Tra le persone coinvolte nel blitz del 2025 figurava anche l’odierno destinatario del sequestro. Le successive indagini patrimoniali, condotte dalla Guardia di Finanza in stretta collaborazione con la Polizia di Stato, hanno evidenziato che l’uomo, pur essendo sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno e privo di provvedimenti di riabilitazione, aveva omesso di comunicare alla Guardia di Finanza le variazioni del proprio patrimonio.

Dagli accertamenti è emerso che una quota rilevante delle somme a lui riconducibili — pari a circa 111.000 euro — derivava da un risarcimento ottenuto per un periodo di ingiusta detenzione. Il Tribunale di Trani ha dunque disposto il sequestro della cifra fino alla concorrenza dell’importo accertato.




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