Emilia Romagna

Bandiere dell’Ucraina allontanate dal corteo del 25 aprile


È una giornata calda e di festa a Bologna. La città, come nel resto d’Italia, festeggia la Festa della Liberazione dall’occupazione nazista e fascista. Non sono però mancati alcuni attriti di carattere politico.

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La manifestazione, infatti, ha assunto presto un significato più ampio, relativamente alla politica internazionale. Palestina, Libano, Iran sono alcuni dei temi al centro dei degli interventi di manifestanti e attivisti che si sono uniti al partecipato corteo. Discorso più complesso per l’Ucraina: infatti, in un video postato sul social media X da un’utente, si vede un uomo a cui viene impedito di avvicinarsi al corteo perché, presumibilmente, aveva con sé una bandiera dell’Ucraina.

“È inaccettabile che alla manifestazione di Bologna sia stata ostacolata la partecipazione di cittadini che portavano con sé la bandiera ucraina e quella europea. Sui social circola il video di un signore di ottant’anni allontanato dal corteo proprio per questi simboli”. Lo dichiara Arcangelo Macedonio della segreteria nazionale di +Europa. “Mentre io e altri compagni abbiamo sfilato senza subire ripercussioni, ad altri è stata negata la piazza per aver manifestato solidarietà a un popolo che oggi resiste contro l’invasore fascista Putin. È un paradosso democratico che tradisce il senso stesso della Liberazione”, conclude Macedonio.

La stessa cosa, ma in maniera decisamente più violenta, è successa a Roma. Il presidente del partito politico +Europa, il bolognese Matteo Hallissey, è stato aggredito con dello spray al peperoncino perché aveva tentato di avvicinarsi al corteo con una bandiera dell’Ucraina.

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