“Attività interforze dell’Ispettorato nazionale del lavoro e informazioni ai giovani per stroncare il lavoro nero”

“A conclusione della stagione stiva possiamo complimentarci come sindacato per gli esisti della campagna straordinaria contro il caporalato e il lavoro nero che è stato svolto a partire dal 9 giugno 2026 per iniziativa dell’ dell’Ispettorato nazionale del lavoro che ha portato a numerosi interventi mirati soprattutto nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna (in campo edile e agricolo) e nel riminese, in particolare nelle strutture ricettive, negli stabilimenti e nei pubblici esercizi della costa riminese in coincidenza con i grandi afflussi della stagione estiva”: afferma Filippo Lo Giudice, segretario territorlale di Ugl Romagna.
I dati attestati (riferiti al 2025) ci dicono che la vigilanza svolta dal personale dell’Ispettorato nazionale del lavoro ha visto complessivamente 97.349 ispezioni in tutta Italia, di cui con esito irregolare 69.952, con un tasso di irregolarità del 71,9% in aumento rispetto al 71,7% rilevato nell’anno precedente. L’attività ispettiva s’è svolta nei settori produttivi dell’ Agricoltura, dell’ Industria, dell’ Edilizia, e del Terziario.
I dati dei controlli in Romagna sono in linea con le statistiche nazionali
“Dobbiamo evidenziare la natura trasversale delle violazioni, che interessano l’intero sistema produttivo e non possono essere ricondotte, per inerzia culturale o convenienza polemica, a un solo settore. Lo sfruttamento del lavoro riguarda ogni settore produttivo.. Pensiamo a coloro che – in ogni ambito – sono spesso assunti e remunerati con contratti part-time e poi costretti a lavorare a tempo pieno. Come sindacato dobbiamo ribadire che è necessario contrastare ogni forma di sfruttamento e intermediazione illecita di manodopera e, allo stesso tempo, tutelare il lavoro delle tante, la stragrande maggioranza, delle imprese che lavorano in regola”: aggiunge, ancora, Filippo Lo Giudice.
“E dobbiamo anche ricordare che la normativa vigente consente di perseguire non soltanto chi recluta illegalmente la manodopera, ma anche il datore di lavoro che utilizza lavoratori in condizioni di sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno.E tra gli indici di sfruttamento rientrano: le retribuzioni palesemente difformi dai contratti collettivi; le violazioni ripetute degli orari e dei riposi; il mancato rispetto delle norme su salute e sicurezza; e le condizioni di lavoro, sorveglianza o alloggio degradanti. Diciamo questo per responsabilizzare gli stessi lavoratori, incitandoli a denunciare eventuali irregolarità nell’applicazione del loro contratto di lavoro”: aggiunge il sindacalista di Ugl Romagna.
Per la cronaca, si deve ricordare che gli uomini dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro hanno condotto questa estate in Romagna una campagna straordinaria di vigilanza nel settore agricolo, finalizzata a contrastare in modo ancora più incisivo il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo, concentrando gli interventi nelle aree e nei periodi caratterizzati da maggiore impiego di manodopera stagionale.
“Abbiamo verificato che le attività ispettive sono state realizzate anche mediante interventi congiunti e task force interistituzionali, con il coinvolgimento operativo del personale dell’Ispettorato, degli enti previdenziali e assicurativi e dell’Arma dei Carabinieri, in un’ottica di piena integrazione delle competenze. E questo a nostro parere è la strada giusta da intraprendere vista l’esiguità perenne del personale in servizio”: spiega Filippo Lo Giudice.
“E per concludere riteniamo positiva anche l’iniziativa dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro che al recente Meeting di Rimini ha coinvolto i giovani per fare chiarezza sulle funzioni ed attribuzioni dell’ente e degli altri organismi come il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Inps e l’Inail. Informare sui diritti delle persone, a partire dai più giovani, è la strada maestra per ridurre le infrazioni alla norma”: conclude il segretario territoriale di Ugl Romagna, Filippo Lo Giudice.
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